Poche righe di cordoglio per salutare l’illustre concittadino Camillo Ruini: un comunicato scarno e distaccato,  vicino alle espressioni di un movimento politico e non certo voce libera ed aperta di una comunità. L’ex presidente Cei ha rappresentato un punto di rottura con la sinistra, tutto questo per decenni: forti e diretti i suoi interventi pubblici a difesa di una Chiesa tradizionale e contro le moderne inclinazioni del mondo: fecondazione assistita, pieni diritti ai gay e altre nuove tendenze; fedele al motto da lui stesso, spesso ripetuto, “Meglio contestati che irrilevanti” si è schierato in maniera netta a favore del SI’ al recente referendum sulla giustizia.. Nel 2005 in occasione del referendum sulla fecondazione assistita fece appello ai cattolici indirizzando le loro scelte: l’astensionismo  trionfò e la compattezza della Chiesa risultò vincente. Emerse, il ruinismo, quella dottrina invisa al centro-sinistra: durissimo il suo attacco a Romano Prodi parlando di fecondazione assistita e patti di solidarietà tra coppie di fatto.  La notizia della morte del religioso, ha acceso diatribe e polemiche; invece di celebrare la figura di un teologo raffinato e di un religioso importante ed influente, i dissapori velenosi legati ad idee e valori hanno preso il sopravvento. Non importa aver attraverso con intelligenza e coerenza decenni di vita pubblica, il rischio di scontrarsi con chi nutra a riguardo posizioni differenti  è più forte del segno di riconoscenza o quantomeno ammirazione. Sassuolo  fatica ad omaggiare un suo illustre figliolo, perché politicamente distante: le cose vanno così, questione di amici o per meglio dire di COMPAGNI