
La Lega Nord aveva chiesto a gran voce che fossero concesse delle “No tax area”, come già si era fatto in altre parti terremotate d’Italia (vedi L’Aquila) per il cratere emiliano, colpito dal sisma del 2012. Con molti anni di ritardo, l’ente commissariale guidato da Stefano Bonaccini, ha previsto forme di sostegno, sotto forma di aiuti, per le aziende che operano nelle cosiddette Zfu (Zone franche urbane; ndr). «Peccato che il provvedimento (che fa diretto riferimento al Dm del 10 aprile 2013; ndr) risulti discriminante, per il fatto che aziende diverse, a seconda dei codici di attività, possano accedere ai contributi o esserne ingiustamente escluse», sostiene il capogruppo regionale della Lega Nord, Alan Fabbri. Da qui muove la sua interrogazione, firmata anche dai consiglieri Stefano Bargi e Marco Pettazzoni. Mossa dalla confusione che le norme stanno creando. Per fare alcuni esempi, sono ammesse ad aiuti quelle imprese che, nel 2014, dimostreranno di avere avuto un fatturato lordo di 80mila euro, con almeno 5 lavoratori. Non solo: sono escluse quelle attività che operino attività “sedentaria”, che non abbiano un volume di affari pari almeno al 25% nella zona rossa di riferimento, ed almeno un lavoratore assunto a tempo pieno. «Norme che sembrano concepite più per escludere, che per sostenere l’indotto delle imprese del cratere – osservano Fabbri, Bargi e Pettazzoni – e che ci fanno pensare che questa formulazione, che parla di microimprese, non funzioni. Riteniamo che i “codici” di attività, inseriti nel provvedimento, creino delle disparità tra imprese che operano nella stessa zona rossa dei centri terremotati. Una “No tax area” era una formula meglio praticabile e sicuramente meno discriminante dell’istituzione delle Zfu. Anche per queste ragioni – concludono i tre consiglieri – vorremmo che Bonaccini chiarisse i parametri adoperati per individuare i comuni inseriti nelle “zone franche” e che si facesse, nel contempo, portavoce presso il Governo per l’abolizione della discriminazione tra le imprese che ricevono le agevolazioni e le imprese escluse dagli aiuti, nonostante operino tutte nello stesso perimetro territoriale.
Ufficio stampa Gruppo Lega Nord Emilia e Romagna













