Esponenti della Lega di Modena erano presenti stamane al presidio di protesta organizzato dalla segreteria provinciale del SAP presso il Posto integrato di Polizia dell’autostazione delle corriere e ribadiscono il loro pieno sostegno alle Forze di Polizia.

Presente al presidio il Capogruppo del gruppo consiliare Lega Modena Alberto Bosi: “La protesta del Sap è assolutamente condivisibile. Il posto integrato di Polizia era stato inserito nel ‘patto per Modena città sicura’, sottoscritto tra il Comune e la Prefettura, ma è stato nel corso degli anni gradualmente svuotato di organici e gli agenti di Polizia sono passati da 20 ad appena 2. Il coordinamento tra le forze di polizia è fondamentale per l’attività di prevenzione e repressione dei reati, come pure il presidio del territorio”.
Presente anche il Consigliere comunale Antonio Baldini, primo firmatario di una mozione ( testo in allegato) presentata in Consiglio comunale il 17 luglio scorso, col sostegno dell’intero centro-destra, avente ad oggetto la richiesta d’istituzione di una commissione speciale “sulla sicurezza integrata e urbana”, per verificare, dati alla mano, gli indici di sicurezza della città di Modena: “A livello nazionale Modena è al quarto posto per furti in abitazione, mentre i dati sulla micro-criminalità sono sempre più preoccupanti, ma vengono considerati inattendibili dal sindaco (con deleghe alla Sicurezza) Giancarlo Muzzarelli, il quale in Consiglio comunale ha giustificato questi numeri sostenendo che i modenesi avrebbero, rispetto alle altre zone d’Italia, una maggiore propensione a denunciare i reati. Eppure i recenti fatti di cronaca sono incontestabili: gli scippi e le rapine sono all’ordine del giorno e a commetterli sono quasi sempre immigrati di prevalente origine nord-africana”. “Malgrado ci sia un ‘governo amico’, e Ministro degli Interni non sia più il ‘populista’ Salvini – incalza Baldini -, nel febbraio scorso il Ministero degli Interni ha rifiutato di includere la città di Modena nelle sedi di particolare rilevanza – ovvero di elevare la Questura di Modena nella “fascia A” anche ai fini della maggiore dotazione di personale –, sostenendo che il Comune avrebbe dato ‘nuovo impulso’ all’azione di prevenzione e repressione dei reati attraverso i ‘gruppi di vicinato’. Ma la propaganda è diversa dalla realtà e dei volenterosi cittadini non possono certo sopperire alla carenza di organici”.
“La Lega Salvini Premier non si arrende e continuerà a difendere chi ci difende”, rimarca Davide Romani, referente provinciale della Lega – Salvini Premier, “intendiamo proseguire la battaglia per un organico adeguato delle forze di Polizia. I ‘ben’ sette agenti che sarebbero a quanto pare in arrivo da qui a fine anno sono una risposta ridicola a una questione fondamentale per il territorio della quale si discute da molti anni e che di anno in anno si aggrava. Contiamo che queste sette unità siano solo l’acconto di un ‘saldo’ che ci aspettiamo ben diverso. Se non fosse così, ci troveremmo davanti a una “soluzione” che non si può che definire irrispettosa verso gli uomini e le donne in divisa, chiamati a far fronte ad una criminalità crescente, correndo rischi e molto spesso vedendo ritornare in libertà i criminali prima della fine del turno di servizio. Servono investimenti a medio-lungo termine per garantire il bene primario della sicurezza, servono azioni concrete per sostenere le Forze dell’Ordine; azioni che passano prima di tutto da organici adeguati alle esigenze dei territori e dall’ascolto delle più pressanti necessità di chi opera sul campo”, conclude Romani.


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TESTO DELLA MOZIONE
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OGGETTO: Attuazione in ambito comunale del D.L. 20/2/2017 n. 14 sulla “sicurezza
integrata” e “sicurezza urbana” – istituzione di una commissione speciale

PREMESSO CHE
• Il D.L. 20/2/2017 n. 14, convertito con modificazioni nella L. 18/4/2017 n. 48, ha ad oggetto le “disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città” e ha introdotto un articolato pacchetto di misure, il cui obiettivo è potenziare l’intervento degli enti territoriali e delle Forze di Polizia nella lotta al degrado delle aree urbane, con un approccio che privilegia il coordinamento e la programmazione degli interventi.
• Il termine “sicurezza” ivi contemplato va riferito in senso ampio non solo all’ “assenza di pericoli” o alla tranquillità personale, ma all’attività preventiva (prima ancora che “repressiva”) volta a consentire una migliore “qualità della vita” per l’intera comunità. Difatti:
1) il D.L. 14/2017 definisce la “sicurezza integrata” come l’insieme degli interventi as-sicurati dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province e da altri soggetti istituzionali “al fine di concorrere, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze e responsabilità, alla promozione e all’attuazione di un sistema unitario e integrato di sicurezza per il benessere della comunità”;
2) il D.L. definisce la “sicurezza urbana” come “il bene pubblico relativo alla vivibilità e al decoro delle città, da perseguire anche attraverso il contributo congiunto degli enti territoriali”.
• Ferma restando la competenza esclusiva dello Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza (art. 2), con appositi patti sottoscritti tra il Prefetto e il Sindaco “possono essere individuati, in relazione alla specificità dei contesti, interventi sulla sicurezza urbana” (art. 5): tali “patti per l’attuazione della sicurezza urbana” perseguono in particolare gli obiettivi di prevenire e contrastare fenomeni di criminalità diffusa e predatoria (comma 2 lett. a), tutelare la legalità “mediante mirate iniziative di dissuasione di ogni forma di condotta illecita, compresi l’occupazione arbitraria di immobili…nonché la prevenzione di altri fenomeni che comunque comportino turbativa del libero utilizzo degli spazi pubblici” (comma 2 lett. b) e la promozione del rispetto del decoro urbano.
• In data 20/12/2019 il Sindaco e il Prefetto di Modena, alla presenza del Vice Ministro dell’Interno, hanno rinnovato il “Patto per Modena sicura” individuando (art. 3) nel Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica “la sede di confronto per l’esame ed il coordinamento delle politiche di sicurezza urbana” ed impegnandosi “nell’ambito delle rispettive competenze, a promuovere l’incremento della collaborazione tra le Forze di Polizia dello Stato e il Corpo di Polizia Municipale al fine di un più incisivo controllo integrato del territorio e del contrasto alla criminalità diffusa nel rispetto delle relative competenze istituzionali”;
• Il Comitato Provinciale secondo il “patto” deve programmare azioni contro lo spac-cio di sostanze stupefacenti, l’abusivismo commerciale e l’accattonaggio molesto, il contenimento e la riduzione degli insediamenti abusivi, il controllo della polizia amministrativa nelle attività economiche, lo sviluppo dei sistemi di videosorveglianza avvalendosi delle continue evoluzioni tecnologiche del settore, la creazione di un sistema informativo comune (o SDI) e la realizzazione di servizi coordinati per rendere più efficace l’attività di prevenzione e di contrasto della criminalità, oltre che dare un “rinnovato impulso” alla cosiddetta “polizia di prossimità” ed esaminare gli esposti e le segnalazioni debitamente sottoscritte dai cittadini relativi al degrado urbano.
PREMESSO INOLTRE CHE
• Il D.L. n. 14/2017 ha dato maggiori poteri ai Sindaci modificando il Testo Unico del-le leggi sull’ordinamento degli enti locali (D.Lgs. n. 267/2000). Difatti:
1) il Sindaco, quale rappresentante della comunità locale (art. 50 TUEL), può adottare ordinanze in materia di igiene pubblica nonché dirette a superare situazioni di degrado del territorio o di pregiudizio del decoro urbano ed in particolare, al fine di tutelare la tranquillità e il riposo dei residenti, con interventi in materia di vendita e somministrazione di bevande alcoliche;
2) Il Sindaco, quale ufficiale del Governo ai sensi dell’art. 54 TUEL, sovrintende alla vigilanza “su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico” e “adotta con atto motivato provvedimenti, [anche] contingibili e urgenti nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”.
• Il D.L. n. 14/2017 ha introdotto altre misure a tutela della sicurezza e del decoro ur-bano quali l’ordine di allontanamento da parte del Sindaco (c.d. “mini-Daspo”, applicabile in particolar modo contro l’illecita occupazione di spazi pubblici e l’accattonaggio molesto), gli ordini di sgombero da parte del Prefetto contro l’occupazione arbitraria di immobili e la sospensione dell’attività di pubblici esercizi da parte del Questore (art. 100 TULPS) in caso di reiterate violazioni in tema di vivibilità e decoro urbano e vendita di alcolici.
CONSIDERATO CHE
 In base alle classifiche stilate in ambito nazionale dagli organi di informazione la città di Modena presenta da anni dei dati preoccupanti in tema di “vivibilità” (ad esempio secondo il Sole 24ore nel 2018 ha occupato la 17^ posizione per indice di criminalità, con 4521 denunce nel 2018 ogni 100.000 abitanti, mentre per quanto concerne i furti in appartamento Modena sarebbe addirittura al quarto posto a livello nazionale).
 Talune zone della città (ad esempio “Darsena”, meglio nota come la zona di Viale Gramsci e del Parco XXII Aprile; la stazione dei treni e la zona Tempio; il Parco No-vi Sad) presentano una situazione alquanto problematica in termini di sicurezza e decoro urbano ormai nota a tutti, determinata prevalentemente dalla presenza di criminalità di origine straniera;
 Il 30 giugno scorso è giunta all’attenzione del Sindaco e del Prefetto una petizione firmata da centinaia di residenti, presentata dal rappresentante del “Comitato viale Gramsci e dintorni”, in cui si evidenzia fra le tante problematiche toccate che:
– nella c.d. zona “Darsena” opererebbero “organizzazioni criminali dedite allo spac-cio di droga e allo sfruttamento della prostituzione” (circostanza questa confermata dagli arresti effettuati dalle Forze dell’Ordine, di cui uno di recente avvenuto nel gennaio 2020 nei confronti di due spacciatori nigeriani nei pressi del Parco XXII Aprile);
– in viale Gramsci si trovano attività commerciali (due c.d. “negozi etnici” in partico-lare, già “attenzionati” dall’Autorità di P.S. e a quanto risulta sanzionati) dove gli av-ventori consumano alcolici e bivaccano abitualmente nell’area pubblica recando disagio e disturbo agli abitanti, violando altresì le disposizioni anti-Covid sul distanziamento sociale.
 Nella petizione si chiede che l’Amministrazione comunale realizzi nella zona deter-minati interventi quali: un presidio fisso quotidiano da parte delle Forze dell’Ordine in orario serale; un incremento dell’illuminazione e delle telecamere; controlli in borghese all’interno delle attività commerciali “plurisanzionate”; la presenza di pattuglie di Polizia municipale appiedate e l’utilizzo di droni per documentare attraverso riprese video l’attività di spaccio e sfruttamento della prostituzione; l’applicazione dei “mini-daspo” nei confronti dei soggetti recano disturbo o molestia ai residenti.
 Altro fenomeno preoccupante è l’occupazione abusiva nella città di Modena di immobili abbandonati da parte di soggetti irregolari o sbandati, come ad esempio il caso – rimbalzato alle cronache di recente – riguardante l’ex stabilimento della Termosanitaria Corradini di via Ruffini.
PRESO ATTO CHE
 Con interrogazione Prot. Gen. n° 170937, datata 13/7/2020 e avente ad oggetto il “presidio mobile della Polizia di Stato in alcuni punti strategici della città”, il Capogruppo del Partito Democratico Modena, nell’evidenziare che le zone della città testé evidenziate vivono una “situazione complicata in termini di sicurezza urbana” e che in alcune città italiane le Forze dell’Ordine (e in particolare la Polizia di Stato) hanno sperimentato con successo l’utilizzo di “Uffici Mobili” posizionati nei punti “sensibili”, osserva che “sarebbe ora necessario riprendere una sperimentazione di questo strumento partendo da alcuni punti della città quali: le zone di Viale Gramsci, del “Tempio Stazione” e del “Parco Novi Sad”.
 Con interrogazione Prot. Gen. n° 170932, datata 13/7/2020 e avente ad oggetto la “Sicurezza in città e posto integrato di Polizia”, sempre il Capogruppo del Partito Democratico Modena osserva che il citato “Patto per Modena Città Sicura” – rinnovato il 19/12/2019 – prevedeva la sperimentazione di “progetti integrati in materia di polizia di prossimità” quali il Posto di polizia integrato presso lo stabile della Stazione autocorriere in viale Molza, ma che a causa di un’ “emorragia di agenti dalla Questura” tale esperienza rischia di essere notevolmente depotenziata e la Polizia di Stato fare un vero e proprio “passo indietro” (la “domanda” posta al Sindaco è dunque se il Comune di Modena intenda intervenire “direttamente con la Prefettura e la Questura per rilanciare tale esperienza” e intenda “continuare nella richiesta di potenziare, anche per gradi, la Questura di Modena”).
 Con Ordine del Giorno Prot. Gen. n° 43860 datato 13/2/2020 i gruppi consiliari del Partito Democratico, Sinistra per Modena, Verdi e Modena Civica, avente ad oggetto la “elevazione di fascia della Questura di Modena”, nel premettere che il Sindaco con lettera del 5/12/2019 indirizzata al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha evidenziato che la pianta organica della Questura di Modena è sostanzialmente ferma al 1989 e non è più in grado di rispondere a una città nel frattempo profondamente mutata, chiedono che egli sostenga “in tutte le sedi opportune” la richiesta di elevare la Questura di Modena dalla fascia “B” alla fascia “A”.
OSSERVATO CHE
 L’intento del governo centrale pare al momento non andare in tale direzione, tant’è che su proposta del Ministro dell’Interno con il D.P.R. 5/12/2019 n. 171 (regolamento concernente modifiche al D.P.R. 22/3/2001 n. 208 avente ad oggetto il “riordino della struttura organizzativa delle articolazioni centrali e periferiche dell’Amministrazione della pubblica sicurezza”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31/1/2020 n. 25) nell’elenco delle otto Questure di “sedi di particolare rilevanza individuate sulla base delle esigenze operative e funzionali dei contesti territoriali di riferimento” sono state incluse le città di Catanzaro, Trieste, Brescia, Bergamo, Salerno, Padova, Verona e Caserta, ma non Modena.
 Successivamente, in risposta all’interrogazione presentata dalla Deputata Stefania Ascari (M5S) in merito al “rafforzamento delle strutture e della dotazione di personale della Questura di Modena”, il Sottosegretario per l’Interno Achille Variati nella Commissione Permanente Affari Istituzionali del 26/2/2020 ha rassicurato che un incremento di 10 unità dovrebbe essere “programmato a breve” e che “in una logica di sicurezza integrata, si intende dare nuovo impulso all’azione di prevenzione e repressione dei reati, da parte delle Forze di polizia, e alla riqualificazione urbana, da parte dell’Amministrazione comunale”; mentre per altro verso, nell’ottica di una “sicurezza partecipata”, ha evidenziato che nella nostra città è stato sottoscritto il “Protocollo per il controllo di vicinato”, che dal suo avvio (maggio 2017) vedrebbe coinvolti “circa 50 gruppi di vicinato, costantemente in contatto con la Polizia municipale e con le Forze dell’ordine”.
 Il SIULP con comunicato stampa del 4/3/2020 ha manifestato il proprio disappunto per tale risposta, chiedendosi “se e come i partiti di governo nazionale PD e M5S possano e vogliano intervenire in merito, non per portare 10 o venti agenti in più che, seppur utili, non risolverebbero i problemi di questa provincia, ma per riuscire a trovare il modo per far sì che la Questura di Modena possa essere elevata di fascia, beneficiando quindi di un aumento organico strutturale, comprensivo degli impiegati civili dell’Amministrazione dell’Interno, utilissimi in molti settori della Polizia di Stato in compiti che non possono essere svolti da poliziotti”.
 La Segreteria provinciale del SAP una settimana orsono, nel corso di un’intervista rilasciata a una radio locale (argomento di discussione lo spaccio di droghe in pieno giorno nel centro storico), ha sottolineato la necessità di rilanciare il Posto Integrato di Polizia della Stazione Autocorriere, nato da un accordo siglato nel 2000 tra il Comune e il Ministero degli Interni e nonostante i risultati conseguiti ridotto considerevolmente di organico (pare da 20 a 2 agenti di Polizia).
 La carenza di organico riguarderebbe peraltro anche l’Arma dei Carabinieri, presente sul territorio comunale con tre livelli di Comando (Comando Provinciale, Compagnia di Modena e Stazione Carabinieri Principale a cui si affiancano quelle di viale Tassoni e Modena San Damaso): carenza che stando a fonti di stampa sarebbe intorno al 15%.
RILEVATO CHE
 L’esperimento del “controllo di vicinato”, benché abbia coinvolto diversi gruppi di volonterosi cittadini, può solo fornire un ausilio alle Forze dell’Ordine (che se allertate devono però essere in grado di intervenire tempestivamente per cercare di cogliere in flagranza gli autori dei reati e raccogliere le fonti di prova), ma non può sopperire alla carenza di organici delle stesse.
 Nel “Patto per Modena sicura” si osserva invero (pag. 3) che “per la sua peculiare centralità geografica e culturale, per la sua dimensione e per lo spessore socio pro-duttivo la città di Modena costituisce un importante polo di attrazione di cittadini provenienti da altre parti del Paese e da altre nazioni…” ed occorre perciò rilanciare una politica sulla “sicurezza integrata” e “sicurezza urbana”: tale “rilancio” non dovrebbe tuttavia riguardare solo il Posto integrato di Polizia o la “Polizia di prossimità”, ma estendersi a figure come il “vigile” o il “poliziotto di quartiere”, dal momento che la conoscenza di ogni singola zona o quartiere del territorio sono fondamentali nell’attività (mirata) di prevenzione.
 Ai sensi dell’art. 3 penultimo capoverso del “Patto per Modena sicura” il Sindaco “provvede a segnalare particolari criticità che, per essere affrontate, possono richiedere l’intervento degli organi di Polizia di Stato, assicurando al contempo l’intervento della Polizia Municipale”.
 Propedeutica alla richiesta (ulteriore) di “elevazione di fascia” o di “particolare rile-vanza” della sede della Questura di Modena debba essere la presa d’atto dei reali problemi di sicurezza o “vivibilità” dei quartieri modenesi, se del caso attraverso un’indagine ad hoc volta ad accertare – verificando i dati in possesso della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena o del Ministero competente – il nu-mero e il titolo dei reati commessi nel corso dell’ultimo anno solare, la tipologia degli autori (italiani, stranieri regolari o clandestini) e delle vittime, l’esito delle denunce sporte e dei relativi procedimenti (archiviazione per mancata individuazione del reo o rinvio a giudizio, sentenza), raffrontandoli con i dati diffusi in ambito regionale e nazionale.
 A norma dell’art. 22 del Regolamento il Consiglio Comunale “ogni qualvolta lo ri-tenga opportuno, può nominare Commissioni speciali sia per particolari materie, sia con il compito di istruire ed esaminare, entro il termine fissato, questioni di rilevante interesse”.
Per quanto sopra
IL CONSIGLIO COMUNALE SI IMPEGNA
Ai sensi di quanto previsto dall’art. 22 del Regolamento del Consiglio Comunale ad istituire, entro un mese dall’approvazione del presente Ordine del Giorno, una “Commissione sulla sicurezza integrata e urbana” a cui affidare il compito di verificare, alla luce dei dati e le informazioni raccolte sull’indice di sicurezza della città di Modena e sulle dotazioni di organici e mezzi delle Forze di Polizia locali, l’attuazione degli obiettivi e degli strumenti previsti dal D.L. 20/2/2017 n. 14
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
– a sostenere nelle sedi opportune, con l’ausilio dei dati e delle informazioni raccolte, la richiesta di incremento del personale assegnato alle Forze di Polizia, chiedendo altresì di elevare la fascia della Questura di Modena o comunque che ne sia riconosciuta la particolare rilevanza sulla base delle esigenze del territorio;
– ad aprire sin d’ora un confronto all’interno del “Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica” sulle particolari criticità emerse e a promuovere in tale sede l’attuazione degli strumenti di “sicurezza integrata” e “sicurezza urbana” previsti dal D.L. 20/2/2017 n. 14 e dal “Patto per Modena sicura” sopra indicati.
I Consiglieri
Antonio Baldini
Alberto Bosi
Giovanni Bertoldi
Beatrice De Maio
Barbara Moretti
Stefano Prampolini
Luigia Santoro
Elisa Rossini
Piergiulio Giacobazzi