Il dolore non si archivia, sono trascorsi 5 anni esatti da quando Alessandro Venturelli è scomparso; da allora una madre armata di coraggio e quello spirito materno, fonte inesauribile di amore e protezione, spera di riabbracciare suo figlio. Tra forza e fragilità, energie propositive e speranze disattese, continua il grido disperato di mamma Roberta; diverse segnalazioni, ma di Alle nessuna traccia concreta. In questa giornata di ricordi e riflessioni, la signora Carassai ha deciso la via del silenzio e di prendersi una piccola pausa lontano da tutti e da tutto. Un distacco che merita rispetto: non è un segno di rinuncia, bensì la voglia di ricaricare le batterie per ritrovare stimoli e motivazioni per continuare a mettere cuore ed anima nella sua battaglia. Non ci resta che dare sostegno agli sforzi per ritrovare il ragazzo; senza se e senza ma, provare ad aiutare o quantomeno a non ostacolare con messaggi fuorvianti e gesti di un amaro e sciocco sciacallaggio che parlano di suicidio e di un allontanamento volontario e consapevole. Continuare a sperare, ci si aggrappa ad ogni piccolo respiro, a qualsiasi flebile traccia, quando si vive nell’angoscia di aver perso tutto: un minuscolo segnale, un qualcosa che nel grembo di una mamma che aspetta diventa vita; sogni e progetti, che nessuno ha il diritto di uccidere