Respinto il ricorso presentato da un professore d’informatica di un istituto superiore scolastico di Sassuolo, contro la sospensione didattica decisa nei suoi confronti; il docente era stato sospeso per frasi scurrili, bestemmie e strusciamenti osceni. Prima il giudice del lavoro, nel 2022, ed ora anche la Corte d’Appello di Bologna hanno confermato la sanzione che prevede uno stop di 15 giorni con relativo taglio dello stipendio: atteggiamenti volgari, come quello di avvicinare le parti intime al pc, portati alla luce dagli alunni di una classe di quarta superiore. I fatti si riferiscono all’anno scolastico 2018-19 ;allorché alcuni studenti parlano, del clima in aula durante le lezioni del professore sospeso, ad una docente. Il passo è breve e velocemente emerge la vicenda. Nel motivare la decisione i giudici d’Appello parlano di “inequivocabili risultanze istruttorie”, quindi nessun complotto contro l’insegnante, come ritenuto dal ricorrente stesso, che in presenza di colleghi teneva comportamenti corretti mentre dava adito a atteggiamenti maleducati ed illeciti nei confronti degli studenti, che pensava di riuscire a silenziare contando sulla sua posizione di docente. Provvedimento disciplinare confermato, all’insegnante non resta che pagare le spese processuali; in questi giorni è attualissimo il tema dell’educazione sentimentale, probabilmente sulla strada della formazione dei ragazzi servirebbe una figura in grado di coordinare le pluralità di voci e gesti del corpo docente