Un vero e proprio asso di cuori pronto a sorprendere, a giocare al tavolo della vita con l’amore smisurato verso la Madonna.

Ventitré anni fa moriva don Alfonso Ugolini ( 22 agosto 1908-25 ottobre 1999), una vita dedicata ai bisognosi: un piccolo uomo animato da un’energia contagiosa. Nel novembre 2020, papa Francesco ha autorizzato la Congregazione dei Santi a promulgare il decreto con cui don Ugolini è stato dichiarato Venerabile; don Alfonso è stato seppellito nella Cappella della Madonna di Lourdes, nella chiesetta del Carandino, a pochi passi dalla chiesa dedicata a San Giorgio patrono cittadino.

Alfonso diventa don il 7 settembre 1973, un segno, un riconoscimento per lui che era entrato nella canonica parrocchiale quasi mezzo secolo prima, considerato da diverse persone un trabalori (uno scarto): da animatore a perfetta creatura in simbiosi col suo amatissimo confessionale. Diventa un vero e proprio traghettatore di anime verso la Gloria Celeste, sempre pronto a recepire, per poi diffondere: impronta di grande intelligenza unita ad una disponibilità senza limiti, tanto che fino alla fine dei suoi giorni accolse le persone nel suo studio.

Don Alfonso sacerdote da sempre o per meglio dire sacerdote in eterno per quella particolare abilità di scrutare i cuori altrui, lui grande cuore con quegli occhi vispi e dolci: un tratto distintivo di quell’intuito che ha permesso di diventare un ministro del culto a un essere gracile e malaticcio ma dalla Fede incrollabile e quasi profetica

La figura del Venerabile Alfonso Ugolini è bene descritta all’interno del cofanetto libro + CD

L’albero dei 4 cuori. Parole e musiche per l’anima