“Restare sempre fuori dai giochi è qualcosa di sgradevole: ogni tentativo di contatto sia col Comune che con la legittimità proprietà viene continuamente rifiutato; la situazione che si è venuta a creare impone di rompere il silenzio”. Non usa mezzi termini, Laura Franchini presidente del comitato Salviamo il Teatro Carani che precisa:”Il Comune deve dare risposte alla città in relazione all’ipotesi di un cambio di destinazione d’uso dello storico teatro di viale XX settembre -aggiunge- come sodalizio e prima ancora come cittadini siamo molto preoccupati per questo silenzio grazie al quale l’ente municipale e la proprietà prendono tempo e continuano a tergiversare. Non sapere nulla a proposito delle loro intese è fastidioso e logorante: una grossa azienda di ristorazione sembrerebbe aver messo le mani sul futuro del Teatro -continua- Vorremmo sapere l’esatta portata dei vincoli artistici legati all’edificio e soprattutto illustrare le nostre idee; tutto ciò è impossibile perché veniamo additati come avversari politici e nemici da escludere per cui invece di avviare un percorso costruttivo con le altre parti in causa veniamo messi da parte. Riceviamo risposte parziali solo dopo mesi contraddistinti da richieste e solleciti -prosegue, fortemente indispettita- scarse comunicazioni e poche informazioni: davvero temo si stia preparando un accordo tra Comune e proprietà. Tutto legittimo, ma senza dialogo e partecipazione lo spirito comunitario viene sconfitto: il primo cittadino deve parlare alla città in modo chiaro e diretto: questo è un fatto di trasparenza che va oltre l’opportunità rappresentata dal gruppo che presiedo”. Franchini, conclude:”Il mio timore è che Sassuolo possa diventare un quartiere dormitorio: dequalificando il cuore municipale togliendo arredi e spazi al servizio della cittadinanza inevitabilmente cala la vivibilità; sull’esempio eclatante del Carani, centro culturale per tutta la realtà locale, fino a tavolini e gazebo dislocati nelle vicinanze delle Canalette senza dimenticare il rebus sicurezza con l’aggressione ad un anziano in pieno giorno: credo ci siano brutti segnali in ottica futura”.teatro caraniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii