IL TOUR DI MATTEO RENZI AL CARANI
Che fine ha fatto la tanto attesa riapertura del Teatro Carani? Quella che doveva essere una chiusura temporanea sta diventando una sorta di pietra tombale: il crollo parziale del controsoffitto che portò all’ordinanza che decretò l’inagibilità del cuore culturale sassolese è datata 25 ottobre 2014. Da allora è cominciata una battaglia politica tra chi vuole che il Carani venga restituito alla città e chi, Comune in testa, guarda a bilanci e continua a temporeggiare…Quel Teatro è di tutti, si devono operare sforzi per renderlo nuovamente disponibile; tra tanti cavilli burocratici e procedure da seguire, i vertici gestionali municipali pensano ad altre priorità. In questo senso, in una visione consumistica della vicenda si cercano soluzioni alternative: Teatro Temple, Auditorium Bertoli e da ultimo il Crogiolo Marazzi. Oggi, giorno dedicato all’Epifania, rimane complicato non pensare agli spettacoli andati in scena al Carani che per anni hanno accompagnato migliaia di bambini durante la festa dedicata alla Befana. La calza continua ad essere tremendamente vuota, solo calcinacci e qualche velenosa carta bollata: il restyling della proprietà viene giudicato insufficiente dal Comune in ordine ai parametri di sicurezza… Al di là di chi sia nel giusto rimane il problema di fondo che quella chiusura è diventata senza fine, una sconfitta per la città… La proprietà è privata,d’accordo, ma la privazione è collettiva; un Comune deve avere il suo Teatro, non è una questione solamente di prosa o balletti ma di storia della comunità e del territorio, non bastano due marionette… Il Carani è la vita di Sassuolo, ci si continua a nascondere dietro le crepe di quel controsoffitto rimandando la riaccensione delle luci del palcoscenico: calpestando il passato, ci sarà futuro? Alle urne delle Amministrative nella primavera 2019 l’ardua sentenza













