Il Pd una ne fa, cento ne pensa: oggi è il turno dello ius soli, ieri della tassa di successione, l’altro ieri della redistribuzione del reddito. Insomma, non lo trovi mai dove lo lasci e, sempre alternativo alle reali emergenze del Paese. Lo ius soli, poi, è una follia politica, vista la posizione geografica del Belpaese: un invito alle partenze che, sovente, finiscono in tragedia, tanto che il Mediterraneo si è trasformato in un autostrada di morte. Peraltro la cittadinanza non è un diritto ma uno status. Chi arriva aspira ad un lavoro – nella migliore delle ipotesi – non a diventare italiano. E’ chiaro a un cieco che per le sinistre il problema non è concedere la cittadinanza (siamo secondi in Europa dopo la Germania per numero di concessioni, 127 mila solo l’ultimo anno), ma dare il diritto di voto. Torniamo piuttosto ai fondamentali. L’Italia esiste perché ci sono dei confini che, nonostante l’ubriacatura ideologica, devono essere rispettati attraverso politiche di respingimento. Cittadinanza a chi la merita ma, al contempo, anche espulsioni per chi ha scambiato l’Italia per un altrove in cui è lecito vivere senza lavorare e senza regole.”
Sen. Enrico Aimi – Capogruppo di Forza Italia in Commissione Affari Esteri –