Incontro pubblico a ingresso libero

Il concetto di “democrazia”
nella dottrina sociale della Chiesa
Il valore della democrazia sta o cade
con i valori che essa incarna o promuove
(Evangelium vitae, 70)

relatore
Prof. LUCA PINGANI
Fondazione Incendo – Osservatorio Internazionale Card. Van Thuân sulla Dottrina Sociale della Chiesa

Lun. 17 settembre 2018
h. 20.45
Sala BIASIN
Via Rocca, 22
SASSUOLO (MO)

Gentilissime signore e signori, cari amici e simpatizzanti,
il nostro “Circolo Toniolo” desidera riprendere il discorso iniziato lo scorso 30 ottobre sul tema relativo a “I cattolici e l’impegno socio-politico”, tema interrotto (e, solo apparentemente, trascurato) a causa sia delle elezioni politiche del 4 marzo scorso e di un successivo impedimento. Crediamo sia opportuno approfondire ulteriormente questi argomenti che, ci piaccia o no, hanno a che fare coi criteri e col modo in cui noi affrontiamo il presente e programmiamo il nostro futuro.
Ci permettiamo quindi di sottoporre alla vostra attenzione due passaggi tratti dal “Compendio della Dottrina sociale della Chiesa”, là dove recita:
406 …….« La Chiesa apprezza il sistema della democrazia, in quanto assicura la partecipazione dei cittadini alle scelte politiche e garantisce ai governati la possibilità sia di eleggere e controllare i propri governanti, sia di sostituirli in modo pacifico, ove ciò risulti opportuno. Essa, pertanto, non può favorire la formazione di gruppi dirigenti ristretti, i quali per interessi particolari o per fini ideologici usurpano il potere dello Stato. Un’autentica democrazia è possibile soltanto in uno Stato di diritto e sulla base di una retta concezione della persona umana. Essa esige che si verifichino le condizioni necessarie per la promozione sia delle singole persone mediante l’educazione e la formazione ai veri ideali, sia della “soggettività” della società mediante la creazione di strutture di partecipazione e di corresponsabilità ».
407 Un’autentica democrazia non è solo il risultato di un rispetto formale di regole, ma è il frutto della convinta accettazione dei valori che ispirano le procedure democratiche: la dignità di ogni persona umana, il rispetto dei diritti dell’uomo, l’assunzione del « bene comune » come fine e criterio regolativo della vita politica. Se non vi è un consenso generale su tali valori, si smarrisce il significato della democrazia e si compromette la sua stabilità.
Vi invitiamo a partecipare e far partecipare i vostri famigliari, amici e conoscenti a questo incontro.
Grazie se vorrete essere presenti
Già nell’antichità qualcuno si poneva il problema dell’interesse e della partecipazione nella gestione dell’autorità e del potere. Troviamo infatti scritto:
«Quando un popolo, divorato dalla sete di libertà, si trova ad avere a capo dei coppieri che gliene versano quanta ne vuole fino ad ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, son dichiarati tiranni”.
E AVVIENE PURE CHE: chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, un servo; il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari, e non è più rispettato; il maestro non osa rimproverare gli scolari, e costoro si fanno beffe di lui; i giovani pretendono gli stessi diritti, la stessa considerazione dei vecchi, e questi per non parere troppo severi danno ragione ai giovani.
In questo clima di libertà nel nome della medesima non vi è più riguardo né rispetto per nessuno E IN MEZZO A TANTA LICENZA NASCE E SI SVILUPPA UNA MALA PIANTA: LA TIRANNIA.
(Platone, 427-348 a.c. -la Repubblica- libro VIII)