«Ci sono molte ombre che gravano sulla vicenda del Policlinico di Modena, durante il periodo della gestione di Stefano Cencetti. Nonostante le nostre ripetute sollecitazioni, nessuno, in Regione, ha ancora relazionato l’Assemblea su una vicenda così grave.» Chiede che la Regione faccia luce sui molti coni d’ombra riguardanti il Policlinico e l’inchiesta ad esso collegata, il consigliere regionale della Lega Nord, Stefano Bargi. In un momento chiave dell’inchiesta “Last business”, quella (per intendersi) sugli appalti e sulle presunte corruzioni al Policlinico di Modena, nell’era del direttore generale, Stefano Cencetti (2008-2012, dal 2009-2010). «Il pm Marco Niccolini ha chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli imputati (49 tra persone fisiche e giuridiche) per tutti i reati contestati, salvo un caso prescritto – dichiara Bargi -. Malgrado l’evolversi della situazione – continua – non siamo ancora riusciti ad ottenere dalla Regione una posizione chiara, che deve essere formalizzata in una seduta ad hoc in commissione.» Bargi ribadisce anche gli interrogativi già posti negli scorsi mesi: «Avendo appreso dagli organi di stampa delle intercettazioni telefoniche e dell’inchiesta dei Carabinieri di Modena su un concorso, forse creato ad hoc per il dr. Stefano Cencetti, dall’Ausl di Piacenza, ma con la collaborazione di un funzionario regionale – ricorda Bargi – e vista la regia politica che emergerebbe dalle intercettazioni, quello che si evincerebbe è anche un possibile conflitto di interessi, rispetto al ruolo assunto dal dr. Cencetti, durante il suo incarico presso l’Agenzia sanitaria sociale regionale. Abbiamo chiesto chiarezza alla Giunta, tramite la convocazione degli attuali vertici delle aziende sanitarie di Modena e Piacenza e di quanti avevano posizioni dirigenziali all’epoca delle vicende legate a Cencetti. Dopo tutti questi mesi, il presidente Bonaccini e l’assessore alla Sanità, Venturi, hanno evitato di rispondere ai nostri interrogativi.»

Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna