L’Associazione Culturale
FORUM U.T.E.
di Sassuolo informa che per le rassegne di visite
Case d’Artista e Giardini Meravigliosi
sono aperte le prenotazioni per la gita di
domenica 21 maggio 2017
a
G A R D O N E R I V I E R A
e V A L E G G I O S U L M I N C I O

P A R T E N Z E
da Sassuolo, piazzale Risorgimento, ORE 6.30
da Modena, piazzale della Motorizzazione Civile, ORE 6.45
programma
arrivo a Gardone Riviera verso le 9.30 e visita guidata, a cura del personale della Fondazione, al
V i t t o r i a l e d e g l i I t a l i a n i
la sontuosa dimora di Gabriele d’Annunzio
Il Vittoriale degli Italiani è un complesso di edifici, vie, piazze, un teatro all’aperto, giardini e corsi d’acqua eretto tra il 1921 e il 1938, costruito a Gardone Riviera sulle rive del lago di Garda da Gabriele d’Annunzio con l’aiuto dell’architetto Giancarlo Maroni, a memoria della “vita inimitabile” del poeta-soldato e delle imprese degli italiani durante la Prima Guerra Mondiale.
Dalla precedente villa denominata “Priora”, appartenuta al critico d’arte tedesco Henri Thode, il “vate” creò una “casa-museo” che intese allestire per narcisistica memoria di sé.
Una dimora unica, capace di raccontare le passioni, i gusti collezionistici e le stravaganti idee del committente, ma anche di restituire un interessante spaccato di un’epoca, a cavallo tra la memoria dei ridondanti arredi eclettici di fine Ottocento e le geometriche linee del Déco incipiente, che andavano sostituendo le sinuosità e i “colpi di frusta” del Liberty; tra esotismo e decadentistico lusso sfrenato.
a seguire trasferimento a
B o r g h e t t o d i V a l e g g i o s u l M i n c i o
per il pranzo libero (a carico dei partecipanti)
e, a seguire, al vicino e meraviglioso
P a r c o G i a r d i n o S i g u r t à
L’antica storia del Parco Giardino Sigurtà risale al 1407, quando, durante la dominazione veneziana di Valeggio sul Mincio, il patrizio Gerolamo Nicolò Contarini acquistò l’intera proprietà che al tempo aveva una funzione puramente agricola. Si trattava infatti di una fattoria o meglio, come ci raccontano antichi documenti, di un “brolo cinto de mura”: terre coltivate con foraggi racchiuse all’interno di un’alta e sicura muraglia. Nell’ambito del brolo esisteva però anche un altro spazio: un piccolo e geometrico giardino, adiacente alla casa principale, dedicato all’ozio dei nobili.
È da qui che risalgono le antiche origini del Parco Giardino Sigurtà.
Passata alla famiglia Guarienti, ai quali rimase fino al 1626, la proprietà mantenne la destinazione agricola e l’area restò così suddivisa in appezzamenti destinati alla coltivazione di foraggi, al frutteto, all’orto e al bosco, destinato anche zona di caccia.
Nel brolo c’era sempre lo spazio dedicato al giardino che, lentamente, iniziò ad ingrandirsi: i Guarienti decisero infatti di rinunciare ad un potenziamento della produzione agraria per ampliare la superficie del giardino. Passata per matrimonio ai Maffei, significativi cambiamenti riguardarono la proprietà: nel 1693 fu costruita al posto dell’antica “Domus Magna” una nobile e maestosa dimora, affidando il progetto ad uno dei più famosi e prestigiosi architetti del tempo Vincenzo Pellesina. Ottenendo poi l’autorizzazione ad attingere acqua dal vicino fiume Mincio, agli esordi dell’Ottocento fu possibile l’ampliamento del piccolo giardino preesistente. L’opera fu realizzata grazie al marchese Antonio Maffei, che decise di trasformare i 22 ettari della proprietà in un giardino romantico all’inglese: genere caratterizzato dall’accostamento di elementi naturali e artificiali, dove la natura non è mai incolta, anche se a volte, apparentemente, assume un carattere selvaggio. La scelta dello stile fu influenzata dal poeta Ippolito Pindemonte che nel 1792 vide nella proprietà la presenza di una tipica atmosfera romantica all’inglese. Da questo incontro nacque così il germe dell’impronta romantica del futuro giardino di Valeggio sul Mincio, caratterizzato dal bosco in cui venne inserito un tempietto neo-gotico (oggi chiamato Eremo), un Castelletto del medesimo stile e la Grotta, un luogo “semplice, negletto e rustico” perfetto per la conversazione, la lettura e la musica. Nel 1836, alla morte del Marchese Antonio Maffei, l’intera proprietà passò alla figlia Anna, moglie del Conte Filippo Nuvoloni: dopo 210 anni si interruppe così la stirps Maffea ed ebbe inizio quella dei Nuvoloni che possedette il luogo dal 1836 al 1929.
La famiglia Nuvoloni segnò l’inizio del lento e fatale declino del giardino, che divenne visivamente evidente quando nel 1902 Laura e Francesca, figlie di Giuseppe Nuvoloni primogenito di Anna Maffei, divisero in due parti la superficie: ciò determinò la rovina di tutto il complesso che nel 1929 venne venduto a Maria Paulon, moglie di Cesare Sangiovanni (medico del luogo), che ne sarà proprietaria per dodici anni. La primavera del 1941 segnò l’inizio della proprietà da parte della famiglia Sigurtà: l’industriale farmaceutico, Giuseppe Carlo Sigurtà, acquistò infatti da Maria Paulon il terreno, che era divenuto una sorta di ingombrante monumento in vendita ormai da diversi anni e fatalmente sradicato dalla storia e privato delle sue memorie. Il Sigurtà iniziò la grandiosa opera di riqualificazione del parco e, grazie ad una multa di 15 lire, scoprì di avere un antico diritto di prelevare acqua dal fiume Mincio, possibilità dimenticata dai predecessori. Con l’irrigazione iniziò così la trasformazione delle ormai aride colline moreniche della valle del Mincio, che tornarono ad accogliere la lussureggiante vegetazione ed assunsero aspetti d’impareggiabile bellezza. Lentamente emersero anche la maestosità di alcune piante secolari e migliaia di preziosi bossi cresciuti nel sottobosco. Vennero ristrutturati anche l’Eremo, il Castelletto e la Grotta Votiva, con lo scopo di mantenere quella traccia di giardino storico ottocentesco tanto amato dal marchese Maffei. Grazie alla passione e devozione di Giuseppe Carlo Sigurtà, il giardino non solo fu abbellito, ma crebbe anche nelle dimensioni: da 22 ettari originari assunse nel tempo le dimensioni attuali di 60 ettari. Compagno inseparabile di Sigurtà in questa magnifica opera era il nipote Enzo, professore universitario e psichiatra: entrambi hanno dedicato energie e cure, agendo sempre con passione e pensando al bene di questo incantevole complesso ecologico.
Oggi i figli di Enzo, Magda e Giuseppe, continuano con dedizione a preservare e a far conoscere questo tesoro verde, proseguendo il lavoro svolto dagli antenati. Nel 1990 viene realizzata la Meridiana Orizzontale, progettata per avere una validità di 26.000 anni e nel 2011, dopo sei anni di costruzioni, è stato inaugurato il Labirinto, un percorso che si snoda su una superficie di 2500 metri quadrati e che accoglie 1500 esemplari di piante di Tasso.
In questi anni inoltre è stata fatta una approfondita ricerca sulla fioritura dei tulipani che colora il parco nel mese di aprile, ad oggi, con il suo milione di bulbi, è considerata la più importante del Sud Europa.
L’amore della famiglia Sigurtà nei confronti del Parco ha permesso di raggiungere risultati importanti, come i recenti riconoscimenti di “Parco Più Bello d’Italia 2013” e di “Secondo Parco Più Bello d’Europa 2015”.
le introduzioni storiche al Vittoriale degli Italiani e al Parco Giardino Sigurtà saranno condotte da
LUCA SILINGARDI
storico dell’arte
Quota di partecipazione
€ 55 (per minimo 20 persone)
che NON COMPRENDE i biglietti d’ingresso richiesti (presumibilmente € 13 per il Vittoriale degli Italiani ed € 12,50 per il Parco Giardino Sigurtà)
tessera FORUM UTE 2016-2017 obbligatoria
(€ 15 valida per 12 mesi dal momento della sottoscrizione e per tutte le iniziative dell’associazione)
P R E N O T A Z I O N E O B B L I G A T O R I A
entro e non oltre venerdì 12 maggio 2017
(ma è vivamente consigliato prenotare il prima possibile
per assicurarsi i posti disponibili e anche al fine di agevolare l’organizzazione)
per informazioni e prenotazioni rivolgersi telefonicamente
ESCLUSIVAMENTE a
Danira Guidetti Calabrese
348 5495475















