RISPOSTA ALL’INTERROGAZIONE DI FRATELLI D’ITALIA SULLE PROBLEMATICHE DI VIABILITÀ NEL QUARTIERE SAN LORENZO
La prima interrogazione discussa nel corso del Consiglio Comunale di ieri sera era a firma del gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia, presentata dal consigliere Stefania Giavelli, avente ad oggetto: “Problematiche di viabilità, sosta e degrado urbano nel quartiere San Lorenzo”.
“Premesso che – si legge nell’interrogazione – nel quartiere San Lorenzo continuano i disagi legati alla viabilità e al decoro urbano; in particolare, nella parte alta di V.le S. Lorenzo, in prossimità dell’intersezione con Via Radici in Piano, si verificano frequentemente interruzioni e rallentamenti del traffico a causa della sosta irregolare davanti al minimarket al civico 12 e all’attività a fianco di furgoni per operazioni di carico e scarico e dei clienti che si recano a dette attività; tali mezzi, spesso sono fermi in doppia fila o comunque fuori dagli stalli, occupando una delle due corsie di marcia e causando intasamenti e potenziali situazioni di pericolo per automobilisti e pedoni; nello stesso quartiere, in Via Leonardo da Vinci nr. 46, l’area privata, precedentemente utilizzata come parcheggio di una discoteca, versa ancora in stato di abbandono, presenta vegetazione incolta ed è utilizzata abusivamente come discarica, generando un forte senso di degrado e preoccupazione tra i cittadini. Considerato che davanti al suddetto minimarket vi sono parcheggi senza un marciapiede adeguato, circostanza che acuisce il problema della sicurezza stradale e pedonale; i cittadini avvertono la necessità di maggiori controlli da parte della Polizia Municipale, sia sul fronte della sosta che del degrado urbano; in generale il piano sosta del quartiere andrebbe rivisto essendo caratterizzato da parcheggi selvaggi fuori dagli stalli e contromano; il nostro gruppo ha presentato un’analoga interrogazione lo scorso anno i residenti del quartiere continuano a non vedere soluzioni concrete ai problemi più volte lamentati. Interrogano Sindaco e Giunta per sapere: quali iniziative intende intraprendere l’Amministrazione per risolvere i problemi segnalati. Quanti controlli sono stati effettuati nel quartiere e quante sanzioni sono state elevate al negozio etnico nell’ultimo anno. Se sono stati effettuati controlli sulla regolarità della sosta davanti al minimarket e sulla conformità degli stalli presenti, considerata l’assenza di un marciapiede adeguato. Quante sanzioni per divieto di sosta sono state elevate. Se si mantiene monitorato lo stato dell’area privata (ex parcheggio della discoteca) e se vengono effettuati controlli atti a verificare l’attuazione di interventi di pulizia per preservare le dovute condizioni di decoro e sicurezza. Se si ritiene necessario intensificare i controlli della Polizia Municipale nell’area interessata, con particolare riferimento a viabilità, sosta e situazioni di degrado”.
Ha risposto l’Assessore alla Rigenerazione Urbana David Zilioli.
“In riferimento all’interrogazione in oggetto, si evidenzia come l’Amministrazione Comunale abbia già attivato sia azioni operative e di controllo sia approfondimenti di carattere più strutturale e programmatorio. Le criticità segnalate derivano infatti da un assetto viabilistico e urbanistico storico, consolidato nel tempo e richiedono pertanto, oltre alle attività quotidiane di presidio e monitoraggio, anche valutazioni di medio-lungo periodo finalizzate all’individuazione di soluzioni strutturali e più efficaci per il miglioramento complessivo dell’area. Per quanto riguarda nello specifico l’area prospiciente il minimarket etnico insediatosi nel 2021, si evidenzia che a seguito delle verifiche effettuate con il competente ufficio viabilità è emerso che il divieto di sosta presente riguarda i mezzi pesanti superiori a 35 quintali. Inoltre, quello che potrebbe apparire come marciapiede risulta in realtà configurato come rampa di raccordo agli accessi delle aree private e non risultano presenti ulteriori divieti di sosta, fermo restando l’obbligo per gli utenti di mantenere adeguato spazio di passaggio in prossimità delle vetrine dell’attività commerciale. Nel frattempo, sulla base di un rilievo tecnico dell’asse stradale, è stata sviluppata una proposta progettuale finalizzata a migliorare sicurezza e funzionalità dell’area, prevedendo una moderata riduzione dell’ampiezza delle corsie di marcia — oggi particolarmente ampie e tali da favorire velocità non coerenti con il contesto urbano — a vantaggio della riorganizzazione degli stalli di sosta, degli spazi di manovra e dei percorsi pedonali, così da rispondere in modo più efficace alle criticità segnalate. Parallelamente alle attività di controllo, l’Amministrazione sta inoltre svolgendo approfondimenti più complessivi rispetto al tema della sosta e dell’assetto dell’area: l’obiettivo è infatti quello di affrontare le problematiche non solo tramite controlli e sanzioni, ma anche attraverso strumenti di programmazione urbana e della mobilità, valutando possibili azioni e collaborazioni sia nell’ambito del Piano della Sosta sia, in prospettiva, all’interno del percorso del nuovo PUG – Piano Urbanistico Generale. Personalmente, in qualità di Assessore alla Mobilità e Urbanistica, insieme all’Assessore Baccarani, ho effettuato sopralluoghi con residenti presso l’area oggetto delle segnalazioni, così come incontri con i referenti della proprietà privata dell’area ex parcheggio discoteca di Via Leonardo da Vinci, al fine di attivare non soltanto interventi di manutenzione e pulizia ma anche valutazioni di carattere più strutturali. Per quanto riguarda i controlli, si segnala che i controlli vengono effettuati quotidianamente nel quartiere da parte della Polizia Locale di prossimità. Infine per rispondere in modo più puntuale e numero alla vostra interrogazione, si comunica che:
- a) dall’inizio dell’anno sono stati effettuati 54 interventi da parte delle pattuglie di pronto intervento;
- b) le sanzioni elevate dall’inizio dell’anno fino al 30/04/2026 risultano pari a 25;
- c) nel corso del 2025 le sanzioni elevate nella zona risultano essere state 83.
Per concludere, l’Amministrazione conferma pertanto la massima attenzione rispetto alle criticità evidenziate, proseguendo sia nelle attività operative quotidiane di monitoraggio e controllo sia nelle valutazioni strategiche necessarie per affrontare nel tempo problematiche che derivano da assetti urbanistici e viabilistici consolidati da molti anni”
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RISPOSTA AD INTERROGAZIONE LISTA MACCHIONI SU SISTEMA PORTA A PORTA

La seconda interrogazione discussa nel corso del Consiglio Comunale di ieri sera era a firma di Francesco Macchioni, della Lista Civica Macchioni Sindaco, avente ad oggetto “Criticità del servizio di raccolta rifiuti porta a porta e valutazione del ritorno ai contenitori stradali”.
“Da alcuni anni nel Comune di Sassuolo – si legge nell’interrogazione – è stato introdotto il sistema di raccolta rifiuti “porta a porta”, gestito dalla società Hera. Tale sistema ha comportato, secondo numerose segnalazioni dei cittadini, disagi organizzativi, accumuli di sacchi sui marciapiedi e sulle strade, situazioni di degrado urbano e problemi igienicosanitari. Sono state inoltre segnalate problematiche legate alla presenza di animali attratti dai rifiuti esposti, tra cui ratti, cani randagi, gatti e altri animali infestanti. Il Comune di Mantova ha annunciato, a partire dal 2026, il graduale superamento del sistema porta a porta in favore del ritorno ai cassonetti stradali con tessera elettronica, dichiarando come obiettivi la riduzione dei costi del servizio e soprattutto delle bollette a carico dei cittadini. La stessa Mantova risulta avere livelli molto elevati di raccolta differenziata, superiori all’87%. Secondo quanto riportato da organi di stampa locali, il ritorno ai contenitori stradali sarebbe stato motivato anche dall’eccessivo costo del sistema porta a porta e dalla volontà di ottenere riduzioni tariffarie per cittadini e amministrazione comunale.
Si interrogano il Sindaco e la Giunta per sapere: se l’Amministrazione intenda valutare, anche alla luce delle decisioni assunte da altri Comuni Italiani (governati dalla stessa vostra parte politica) come Mantova, il ritorno a sistemi di raccolta tramite contenitori stradali o soluzioni alternative al porta a porta. Se siano previsti confronti pubblici, consultazioni con i cittadini o verifiche tecnico-economiche sul futuro del servizio di raccolta rifiuti nel territorio comunale”.
Ha risposto l’Assessore all’Ambiente del Comune di Sassuolo Andrea Baccarani.
“Con riferimento al ritorno ai cassonetti stradali da parte del Comune di Mantova vorrei sottolineare che mi sono messo personalmente in contatto con l’Ufficio Ambiente del suddetto Comune al fine di acquisire maggiori e più complete informazioni relativamente a quanto da lei segnalato. Prima di rispondere alle interrogazioni, mi permetta comunque alcune doverose premesse: il sistema di raccolta attualmente in uso è stato adottato dalla Giunta Menani nel Dicembre 2021 attraverso la firma di un contratto di affidamento in concessione del Servizio Gestione Rifiuti Urbani che riguarda, oltre a Sassuolo, altri 25 Comuni del bacino territoriale “Pianura e Montagna Modenese”: il Servizio, affidato tramite gara pubblica al Raggruppamento Temporaneo d’Imprese costituito da Hera S.p.A. come mandataria, Giacomo Brodolini Soc. Coop. e Consorzio Stabile ECOBI, ha decorrenza dal 1° gennaio 2022 e ha una durata quindicennale, con scadenza prevista il 31 dicembre 2036 e prevede, fuori dalle zone industriali e rurali, cassonetti informatizzati apribili con Carta Smeraldo per i rifiuti indifferenziati, sistema porta a porta per carta e plastica, cassonetti ad uso libero per organico e sfalci. Il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti e delle Bonifiche 2022-2027 dell’Emilia-Romagna fissava un obiettivo generale di raccolta differenziata dell’80% per l’anno 2025 per l’intera Regione. L’Art. 18-bis della L.R. 25/1999 si configura inoltre come il fulcro normativo con cui la Regione Emilia-Romagna certifica ogni anno il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata per ciascun Comune, calcolo che serve poi a determinare gli incentivi e le penalizzazioni del fondo d’Ambito. A seguito della progressiva introduzione del nuovo modello di raccolta, i dati ufficiali validati dagli enti di controllo (ARPAE e Regione Emilia-Romagna) mostrano un netto efficientamento della percentuale di raccolta differenziata nel Comune di Sassuolo rispetto al dato storico di partenza, che si attestava intorno al 64% nel 2021 e che ha raggiunto quota 82% nel 2025, riducendo nel contempo la produzione di rifiuto indifferenziato residuo dai 251,5 kg per abitante nel 2021 agli attuali 113 kg per abitante, facendo registrare una riduzione del quantitativo non riciclabile superiore al 50%: parlare quindi di “disagi organizzativi”, oltre che ingeneroso appare pretestuoso. Nonostante questi numeri lusinghieri, attestanti il senso civico diffuso dei nostri cittadini ai quali va la gratitudine e il plauso dell’Amministrazione (e credo di poter dire di tutto il Consiglio Comunale), non possiamo tuttavia negare che gli episodi, ripetuti e vergognosi, di errati conferimenti ed abbandoni consumati da parte di una minoranza dei sassolesi, devono spronare sul fronte dell’efficacia del monitoraggio da parte di Gestore, uffici preposti e Polizia Locale e del sanzionamento dei comportamenti lesivi del decoro urbano e della salute dei nostri cittadini. Relativamente al Comune di Mantova, con Delibera di Giunta N.276 Protocollo 127202/2025 è stata avviata a partire da metà febbraio una sperimentazione su due quartieri, in precedenza gestiti con il sistema del porta a porta integrale, che coinvolgerà un totale di 80 postazioni complete (di cui 28 in fase 1) composte da organico, plastica, vetro e alluminio, carta e indifferenziato. Si precisa che ogni contenitore è dotato di un’apertura elettronica attivabile con tessera magnetica, quindi non a libera fruizione. Avendo la sperimentazione preso avvio da pochi mesi, e quindi in mancanza di dati attendibili, ho richiesto al Comune di Mantova di mantenere una connessione di allineamento al fine di condividere i risultati che verranno acquisiti nei prossimi mesi nei due quartieri interessati alla nuova modalità.
In risposta alle Sue due interrogazioni: fatte salve tutte le premesse, e come credo si possa evincere anche in questa occasione, l’Amministrazione non si oppone a valutare soluzioni atte a migliorare il servizio o il decoro urbano, se supportate da evidenze chiare e verificabili e impegnandosi a porre particolare attenzione ai costi che ne potrebbero derivare ai cittadini, ribadendo nel contempo il rispetto delle modalità previste a contratto per ogni eventuale adozione di servizi integrativi o sostitutivi; in qualità di Assessore delegato, di concerto con gli uffici competenti, non mi sono mai sottratto a confronti pubblici anche articolati e persino polemici, anzi ne ho proposti vari nel corso dell’ultimo anno che hanno visto la partecipazione di molti cittadini interessati: mi impegno a mantenere tale apertura al dialogo e al confronto anche in futuro, con tutti i cittadini che ne facciano richiesta”













