Aria pesante nel PD a livello locale, sul riconoscimento delle adozioni gay . Scambio di velenose battute tra Enrico Maria Sighinolfi da una parte, a capo della  sezione di Manzolino-Riolo-Rastellino ma in passato molto attivo nella segreteria cittadina durante la gestione di Sonia Pistoni, mentre dall’altra Gino Venturelli , già presidente dell’associazione Concretamente Sassuolo e oggi consigliere comunale del Partito Democratico. Casus belli la scelta dell’ex governatore della Puglia, Nichi Vendola di adottare un figlio; a proposito Venturelli dice:” “Ci si scandalizzava del puttaniere Silvio…ma di coloro che vanno contro natura che dire”.Pronta la replica in via telematica di Sighinolfi:” “Gino Venturelli oggi scrive queste cose perché è dal mio punto di vista, influenzato da tutta una serie di ambienti per cui ha chiesto appoggio e ottenuto rappresentanza. Dubito fortemente che sia realmente convinto della bontà del suo “maschilismo gender”. Ha solo bisogno, oggi, che gli venga ricordata la debolezza del suo ragionamento, affinché possa riflettere se quello che ha scritto è effettivamente quello che pensa”. Sulle scelte e sui gusti è bene difendere le proprie idee, ma non è una questione personale anzi per Sighinolfi occorre interrogarsi anche a livello di Partito Democratico sulla congruità di un certo indirizzo di pensiero aperto al nuovo che avanza in relazione a comportamenti più tradizionali per compiacere ad un elettorato che affonda le proprie radici in ambienti parrocchiali e religiosi. “Sarebbe il caso di cominciare ad interrogarsi, selezionare le classi dirigenti anche in base all’esercizio palese di scambi di preferenze con associazioni, ambienti parrocchiali o religiosi che sono tutt’altro che restii all’idea di ingerire sistematicamente con la politica”. La questione delle unioni  gay e del permesso alle adozioni omosessuali fa discutere: non è una questione puramente  morale per chi da sempre nutre la pretesa di indirizzare ogni aspetto sociale; si dirà che l’argomento sia di natura nazionale, ciò è sicuramente  vero ma la sfida etica del momento sicuramente avrà forti ripercussioni anche in ambito territoriale. I vertici comunali hanno preso le distanze dalla disputa rifiutando la concessione del patrocinio alla serata che vedeva tra gli ospiti l’arcivescovo Erio Castellucci e non è un fatto di coscienza: quanto accaduto è un atto che trova la sua essenza nel carattere chiaramente politico della controversia. Chi voleva lavarsi le mani dimostrando neutralità per i connotati pesantemente intrisi di politica ha finito per adottare un comportamento che non lascia più spazio ai dubbi: un non schierarsi travestito dalle indicazioni velenose di partito. In realtà le direttive da Roma sono state chiare, a questo punto non rimaneva che mascherare la propria posizione per non incrinare troppo i rapporti con l’ala cattolica: va tutto bene, ma il Carnevale è passato…Perché non parlare apertamente in merito alle scelte e invece continuare a tergiversare: un PD che tutto controlla e governa si nasconde dietro un opportunismo che lui stessodachepartestai_titleha generato; ricordate,così è se vi pare…