
Il percorso partecipato che vede coinvolte in primis quattordici realtà municipali oltre a diverse associazioni ambientaliste e vari sodalizi di natura commerciale eterogenea, società artigiane e cooperative, per l’istituzione del Parco Secchia si è interrotto. Un iter basato sulla condivisione e sulla volontà di creare un’area protetta per la valorizzazione del territorio lungo il corso del fiume suindicato: questi i tratti salienti di quanto contenuto nelle linee direttive che i Comuni di Carpi, Modena e Formigine hanno bloccato impedendo in questo modo di dare mandato all’Ente Parchi Emilia Centrale di mettere in moto i processi per la realizzazione dell’area verde. I Comuni reggiani interessati dal progetto, Castellarano, Casalgrande e Rubiera, avevano dato il loro consenso, ma ora questo stop ferma un disegno che esiste da decenni: difficile arrivare ad una soluzione omnicomprensiva capace di regolare interessi e tendenze. Durante il primo giro di consultazioni il mancato via libera dei tre Comuni modenesi succitati ha interrotto ogni possibilità di giungere ad un accordo sommario: l’impressione è che ancora si sia lontani da una primordiale fumata bianca…













