
“Presenteremo nelle prossime settimane il nostro candidato sindaco: rimangono tutte le credenziali richieste dal movimento dietro a questa scelta”. Il consigliere comunale pentastellato Silvano Rutigliano rompe il silenzio, lo stesso prosegue:”Siamo stati un pochino in disparte, ma abbiamo continuato a lavorare per arrivare ad una candidatura forte e credibile – precisa -agiremo nella massima trasparenza com’è nel nostro DNA”. A poco più di due mesi dalle urne per le Amministrative (PROSSIMO 26 MAGGIO), il M5S esce allo scoperto rinnovando il proprio impegno per costituire una propria lista ispirata a quelli che sono i principi fondanti del sodalizio di stampo grillino(indipendenza, candidature di personaggi incensurati, autonomia…): la piattaforma Rousseau si scalda, nei prossimi giorni gli iscritti a tale forma di criterio democratico potranno esprimere le loro preferenze e spianare la strada all’esponente M5S candidato sindaco a Sassuolo. Un’ esternazione che aumenta la grande incertezza intorno all’esito del voto: nelle Amministrative del 2014 il candidato del M5S raccolse oltre il 10%dei consensi e poiché la corsa al ruolo di primo cittadino si prospetta un avvincente testa a testa tra il sindaco uscente Claudio Pistoni, espressione del centro-sinistra e Gian Francesco Menani, ex assessore durante la gestione municipale di Luca Caselli, sul cui nome convergono le forze di centro-destra, quanto detto ha una certa importanza. Alle Politiche del 4 marzo 2018, il M5S arrivò a sfiorare il 29% dei consensi per il Senato e a superare il 30% di preferenze nei voti espressi per la composizione della Camera. Ci sono tanti fattori a rendere imprevedibile il futuro assetto politico cittadino: il calo del PD che dal 31.39% delle Amministrative 2014 arrivò al 23.35 % del marzo 2018, l’impennata della Lega che dal 4.29% del 2014 giunse ad oltre il 21% lo scorso anno e poi c’è Forza Italia, un espressione politica in grado nelle due tornate elettorali succitate di attestarsi oltre il 12% . L’impressione è che la sfida aperta a molteplici candidature si trasformi in un duello tra i due esponenti, summenzionati, espressioni delle forze politiche e non di maggior peso: gli altri candidati faranno gli scongiuri, tutto questo è nel gioco delle parti, ma alla resa dei conti sarà una lotta a due… Così è se vi pare, sarà così a meno che non ci sia vittoria al primo turno, ai posteri l’ardua sentenza; il M5S proverà a esercitare il ruolo di terzo incomodo, ma sarà corsa a sé com’è nello stile del gruppo pentastellato: sul nome del candidato ancora mistero…













