È netta la presa di posizione di Barbara Goldoni, consigliere comunale a Maranello, che interviene nel dibattito sul referendum dopo le polemiche nate attorno alla campagna del PD che ha abbinato al SI immagini di un’adunata fascista.
«In una democrazia matura – afferma – dichiarare di votare SÌ o NO è l’esercizio di un diritto costituzionale, non un marchio politico o morale. Accostare il voto referendario, anche solo simbolicamente, a richiami al fascismo significa spostare il confronto dal merito delle riforme alla delegittimazione delle persone. Ha ragione il nostro Presidente del Consiglio: la sx e’ abbastanza disperata se deve arrivare a tanto».
Per Goldoni si tratta di «un modo di comunicare che non chiarisce le posizioni e non convince gli elettori», ma che «alimenta una contrapposizione ideologica sterile, dannosa per il dibattito pubblico».
«Il voto non è un tribunale ideologico – sottolinea – ma uno strumento libero attraverso cui i cittadini esprimono un’opinione. Come consigliere comunale, pienamente identificabile, rivendico senza ambiguità il mio SÌ, in particolare per la separazione delle carriere e per il criterio del sorteggio. Questo non autorizza nessuno ad attribuirmi etichette offensive o infamanti: non sono fascista e respingo ogni tentativo di delegittimazione personale».
«Chi ha responsabilità politiche – conclude – dovrebbe abbassare i toni e tornare a confrontarsi sui contenuti. Se si vuole convincere gli italiani, lo si faccia con argomenti seri e non, come tipico del PD, con slogan, paure o falsità».
Barbara Goldoni 
Consigliere comunale – Maranello
«Il confronto politico non può ridursi a una caccia alle streghe ideologica»













