“Puntiamo sul futuro del Carani; la volontà è quella di acquistare il Teatro: tutto questo garantirebbe una certa continuità per quanto concerne il servizio alla cittadinanza”. Il primo cittadino Claudio Pistoni espone le tre proposte inoltrate dall’Amministrazione comunale alla proprietà dell’edificio di via Mazzini
1 L’Amministrazione Comunale è disposta all’acquisizione della proprietà della struttura cinema-teatro, nelle condizioni in cui si trova oggi a fronte di una permuta con altre proprietà immobiliari del Comune.

2 L’Amministrazione Comunale è disponibile a stipulare un contratto di affitto dell’immobile di durata almeno ventennale, con oneri di ripristino a carico del Comune di Sassuolo da scomputare nel calcolo del canone dovuto da concordare.

3 La stipula di un contratto di affitto dell’immobile, con durata da definire di comune accordo, con oneri di ripristino a carico della proprietà, da considerare nel calcolo del canone dovuto da concordare.

Di queste quella desiderata dal Comune è la prima perchè porterebbe alle casse municipali anche compensi di fondi di natura europea e regionale oltre a contributi delle diverse fondazioni. Quanto detto dal primo cittadino non stride con dei bilanci cittadini a dir poco in rosso; a proposito Pistoni precisa:”Noi siamo un Ente locale che deve sottostare alla seria normativa vigente, al momento non è possibile affrontare delle spese quindi attraverso delle permute di proprietà del Comune sarebbe possibile attuare questa compravendita .Non abbiamo disponibilità di risorse economiche -aggiunge Pistoni- però abbiamo manifestato le nostre intenzioni all’acquisto secondo condizioni compatibili con la situazione finanziaria del momento”. La proposta della proprietà consistente nel rinnovo quinquennale del contratto alle medesime condizioni di quelle attuali, con onere a carico del Comune per quanto riguarda gli interventi è stata rifiutata. Nei mesi scorsi il Comune ha esercitato il diritto di recesso per quanto concerne l’affitto del Teatro; su questo punto il primo cittadino, puntualizza:”Abbiamo impostato un chiaro percorso con delle caratteristiche precise: in questo senso il Comune ha messo in bilancio la stessa cifra che normalmente era prevista per il Carani, tra gestione ed affitto sono circa 230mila euro quindi questi soldi sono pronti per essere utilizzati in altro modo”: Al momento non ci sono alternative, la scelta del Comune pare evidente: puntare forte sul Carani.”Stiamo giocando in maniera trasparente, a carte scoperte -prosegue il sindaco- considerando che la riapertura è vincolata all’autorizzazione della Commissione provinciale di vigilanza sul pubblico spettacolo, tutto nel rispetto anche di norme antisismiche stringenti, le nostre condizioni sono bilanciate a quello che è l’assetto finanziario del Comune: pensiamo che portare il Teatro a standard in linea con la normativa globale sulla Sicurezza comporti un costo di gran lunga superiore ai 230mila annui e spendere senza l’idea di una prospettiva a lungo termine e su un contenitore culturale di altrui proprietà francamente non è in linea con un impiego razionale delle risorse pubbliche”. In merito alla programmazione culturale futura, l’assessore Giulia Pigoni riferisce:” Ci sarà la rassegna estiva in Piazzale Della Rosa e il cinema estivo presso Parco Vistarino: quindi gli eventi sono garantiti, da questo punto di vista tutto secondo copione”. Il problema sembrerebbe riguardare il cartellone della nuova stagione teatrale; scusate, mi sono fatto prendere da un’ansia che potrebbe apparire ingiustificata: dimenticavo un dato fondamentale, manca il Teatro di cosa stiamo parlando?L’impressione è che si stia andando molto lentamente;sì al Carani, ma quando?

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