“L’Amministrazione comunale ha denotato finora, in questa vicenda, superficialità ed una mancanza in termini di comunicazione che ha destato stupore e rammarico”. A parlare è Maria Cristina Orlandi, portavoce del comitato Borgo Casa Pifferi; un sodalizio composto da una decina di persone, costituito col chiaro proposito di impedire l’installazione di una Stazione Radio Base 5G. La nostra interlocutrice, chiarisce:” Il posizionamento di un’antenna 5G, alta 34 metri, andrebbe a deturpare il paesaggio, senza contare i rischi per la salute a causa delle onde elettromagnetiche : perché si vuole rovinare un angolo immerso nel verde e nella natura così caratteristico ed identitario?”. Va precisato che il luogo ove sarebbe posizionata l’antenna, è zona bianca, non gode di una specifica tutela ambientale; ma, intorno il territorio ha diverse distese verdi protette e vincolate. Sul punto, la stessa incalza:” I settori comunali interessati parlano di una normativa tecnica nel pieno rispetto di distanze e regolamenti, per cui può avvenire l’installazione; ma, un primo cittadino deve provare, nel rispetto della legge, a tutelare cittadinanza e territorio comunale: chiediamo a gran voce di rivedere una decisione, che pare irrevocabile attraverso una presa di posizione, capace di a sospendere l’imminente inizio dei lavori. Un appello al sindaco – continua – Di prendere tempo per valutare meglio la questione: abbiamo saputo del posizionamento della Stazione 5G, in maniera casuale, attraverso un messaggio postato da una cittadina – tuona – La cosa ha portato alla creazione di un comitato di persone per opporci a questa manovra tremendamente subdola, alla faccia della trasparenza e della partecipazione; addirittura, i diretti interessati vengono lasciati all’oscuro di tutto”. Un incontro tra la cittadinanza, rappresentanti del Comune ed incaricati Ausl per la salute e l’ambiente è avvenuto; sulla riunione di martedì 5 agosto, l’esponente del comitato riferisce:” Non c’è stato un vero e proprio confronto, poco ascolto alle nostre volontà: tutto aveva il sapore del già scelto e deciso, giochi già fatti, un’imposizione bella e buona – prosegue – Siamo all’interno di un vortice di interessi milionari, l’Italia deve garantire un gran numero di nuovi insediamenti 5G per accedere a contributi europei; il sindaco deve assumersi responsabilità in un’ottica delicata, nel caso il primo cittadino rinunciasse a chiedere la sospensiva, ci rimarrebbe il giudizio del T.A.R.”. Su un argomento, aggiunge:” Alla richiesta lecita di provvedere a trovare una diversa collocazione all’antenna 5G, mi è stato riferito che noi dovremmo trovare una sistemazione idonea all’antenna: risposta che aumenta la paura di sentirci abbandonati – conclude – Si parla tanto di cura dell’ambiente e di tutela dei diritti dei cittadini, poi di fronte a colossi aziendali e a proposte di respiro continentale si china la testa senza cercare di intervenire”: Ubi major, minor cessat: poco importa se il 5G nel caso specifico servirà il territorio di Castellarano e Roteglia; ad onore del vero, il sindaco Mesini era in vacanza ed affronterà in questi giorni la querelle: scadenze ravvicinate, tra chiusure e ferie, non aiutano. La speranza è che il primo cittadino prenda tempo per valutare; intanto un nastro bianco e rosso segna i confini, ove sarà posizionata la Stazione 5G, aumentando le preoccupazioni dei residenti














