Il faccia a faccia tra i cittadini e l’Amministrazione comunale, che andrà in scena domani sera nella palestra parrocchiale del quartiere Braida, si preannuncia particolarmente interessante. A tenere banco sarà il caso “moschea”: ovvero il possibile insediamento di un luogo di culto islamico presso il direzionale “I Quadrati”: i residenti di questo settore cittadino, chiederanno di non concedere il permesso di natura comunale per la dislocazione di un centro religioso di vaste proporzioni, temono’ infatti, la situazione relativamente alla sicurezza possa precipitare. Chi ha vissuto anni difficili, con un angolo municipale in lock down, ben prima del covid, non sembra disposto a fare altre concessioni agli ospiti musulmani: il rischio di trovarsi di fronte ad una situazione ingestibile è altissimo. Prima della libertà di culto, da rispettare sempre e comunque, esiste il diritto di vivere serenamente i propri spazi cittadini; la paura di un ritorno ad un passato problematico tra risse, degrado, spaccio ed aggressioni terrorizza gli abitanti del rione. D’accordo, la preghiera rimane un aspetto importante, ma riuscire a controllare un flusso di centinaia di persone risulterebbe non semplice. L’immobile, destinato ad ospitare la mega moschea è stato acquistato nel febbraio scorso da un’associazione islamica; si attende il via libera comunale per realizzare un luogo religioso capace di richiamare i fedeli di Allah da tutta la Regione ed anche oltre. Braida si oppone, ma Sassuolo è pronta a questa svolta epocale? Perché a Braida e perché a Sassuolo? La resa dei conti è vicina, molto probabilmente avremo una moschea nel verde di Braida: nuovo look, nella speranza il tremendo passato del quartiere imprigionato non ritorni














