Bari-Carpi 2-0
BARI (4-3-3) – Micai; Anderson, Oikonomou, Marrone, Balkovec; Tello, Henderson, Iocolano (72′ Cissé); Galano (84′ Improta), Nené, Brienza (89′ Petriccione). A disp.: De Lucia, Petriccione, Basha, Kozak, Cassani, Floro Flores, Morleo, Diakité, Busellato, Gyomber, Conti. All.: Grosso
CARPI (4-5-1) – Serraiocco; Pachonik (83′ Bittante), Ligi, Poli, Calapai; Mbaye; Jelenic (68′ Saric), Sabbione (35′ Mbakogu), Verna, Garritano; Melchiorri. A disp.: Brunelli, Colombo, Capela, Giorico, Pasciuti. All.: Calabro
Arbitro: Pillitteri di Palermo
Ammoniti: Mbaye (C)
Marcatori: 27′ Galano (B), 45′ Brienza (B)

Due gol dei padroni di casa nel primo tempo decidono la sfida in terra pugliese: le reti sono arrivate ambedue nei momenti in cui il Carpi stava controllando bene la partita tanto da aver portato minacce alla porta difesa da Micai. La formazione di Calabro è apparsa meno motivata e determinata dei galletti, al triplice fischio finale una sorta di rompete le righe al termine di una stagione complicata. Bisognerà fare valutazioni e analizzare la stagione appena conclusa, prima di andare da qualche parte il Carpi dovrà pensare a quali orizzonti guardare e soprattutto a chi guiderà il gruppo. Questa stagione è stata complicata per tanti motivi, tecnici e tattici, ma una cosa va detta: chiunque siederà sulla panchina biancorossa dovrà avere un collettivo di maggior spessore qualitativo per ambire ad un campionato da primi posti. Ricordiamo la dimensione e la struttura del Carpi, ma il prossimo campionato dovrà vedere i biancorossi con un altro atteggiamento e con uno spirito diverso. Non si può pretendere una squadra ai vertici, ma una formazione sulla quale fare affidamento per forza mentale e tenuta atletica: si può perdere, ma c’è modo e modo. Deve tornare l’animo Carpi, manca entusiasmo: è necessario ritrovare stimoli e convinzioni, meglio forse affidarsi ad un condottiero esperto per il dopo Calabro. L’identikit di un tecnico esperto ma voglioso di mettersi in gioco, il “venderemo cara la pelle” tanto caro a mister Castori risuona come un ritornello: chi è troppo giovane paga la poca abitudine a certe pressioni ed è poco propenso a rischiare… Tutto questo rimane solo sulla carta, perché è possibile pescare il jolly e magari un debuttante realizza un campionato da favola; quindi, tanti auguri caro Carpi per l’anno che verrà. Saranno 110 anni di storia, buona fortuna













