Talk + concerto di lunedì 10 novembre

 

Bologna, MAST.Auditorium, ore 20

 

Conversazione di Marcello Piras

con Walter Rovere

sulle vere origini del jazz

 

Amaro Freitas Solo

Amaro Freitas, pianoforte

 

In collaborazione con Fondazione MAST

INGRESSO GRATUITO

Lunedì 10 novembre il Bologna Jazz Festival approda al MAST.Auditorium proponendo a partire dalle ore 20 un doppio appuntamento, in collaborazione con Fondazione MAST in occasione della VII edizione di Foto/Industria, la Biennale di Fotografia dell’Industria e del Lavoro.

In apertura di serata Marcello Piras, musicologo noto a livello internazionale per i suoi studi sulla storia del jazz e delle musiche nere, converserà con Walter Rovere sulle vere origini del jazz. Seguirà un concerto in solo del pianista brasiliano Amaro Freitas. L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria.

Poco più che trentenne e con appena quattro dischi da leader all’attivo, Amaro Freitas ha già messo le cose in chiaro: il futuro del jazz, non solo quello latino/brasiliano, sta passando per le sue mani.

Amaro è nato a Recife, sulla costa nordorientale del Brasile. Messa così è facile farsi prendere da tutti gli stereotipi del caso: una città multietnica come poche altre, celebre per il suo carnevale. Insomma un cocktail di musiche e danze. Ma un’ampia parte di Recife è formata da favelas, ed è nel violento contesto di una di queste che è nato e cresciuto Amaro. I suoi genitori hanno combattuto il disagio della vita nel ghetto con la fede nella Chiesa pentecostale. Il suo amore per la musica cresce in questo contesto religioso, nel quale l’attrazione verso le percussioni (poco adatte per i canti cristiani) deve lasciare spazio al pianoforte. Nella sua musica, come evidenziano le prove in trio, ma anche nel suo stile pianistico, Amaro ha fatto comunque confluire tutta la sua passione per il ritmo. Il casuale ascolto di un video di Chick Corea lo infiamma, motivandolo a esprimersi in quell’idioma del tutto estraneo all’ambiente in cui è cresciuto. Inizia così un percorso che è un vero romanzo di formazione, fatto di studi ‘alternativi’, lavori improbabili, risparmi destinati all’autoproduzione del primo disco, Sangue Negro (2016), i cui risultati gli aprono le porte del professionismo. Seguono Rasif (2018), Sankofa (2021) e Y’Y (2024), che ribadiscono l’originalità della musica di Amaro: un intreccio di modernismo jazz e folclore brasiliano (non la solita bossa/samba) dagli esiti inauditi, una sorta di avant jazz saldamente basato sulle tradizioni pan-africane.

Marcello Piras è noto a livello internazionale come studioso delle musiche di discendenza africana. Ha pubblicato un volume su John Coltrane, uno sull’analisi del jazz, decine di saggi su enciclopedie, libri e riviste. Ha tenuto conferenze in Italia, Germania, Svizzera, Olanda, Stati Uniti, Canada, Messico e Brasile. Ha ideato e fondato il Centro Studi “Arrigo Polillo” di Siena, che ha diretto fino al 1998, e ha fondato e presieduto la Sisma (Società Italiana per lo Studio della Musica Afroamericana). Ha vissuto negli Usa, lavorando al Center for Black Music Research (Chicago) e insegnando al Columbia College Chicago e alla University of Michigan. Dal 2006 vive in Messico. Sta per pubblicare un volume su Scott Joplin e ha in preparazione una storia afrocentrica della musica.

Il Bologna Jazz Festival è organizzato dalla Fondazione Bologna in Musica ETS con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna – Settore Cultura e Creatività nell’ambito di Bologna Città della Musica UNESCO, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Carisbo, Unipol, Coop Alleanza 3.0, Emilsider, TPER, Città Metropolitana di Bologna, del main partner Gruppo Hera e con il sostegno del Ministero della Cultura. Il BJF fa parte di Jazz Italian Platform.

 

Informazioni:

Fondazione Bologna in Musica ETS

tel.: 342 0441913

email: info@bolognajazzfestival.com

www.bolognajazzfestival.com

Presidente e Direttore artistico: Francesco Bettini

 

Biglietti:

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su

https://www.mast.org/amaro-freitas 

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Concerto di martedì 11 novembre

 

Bologna, Binario69, ore 21:30

Tellkujira

Agnese Amico, violino; Federico Guerri, violoncello;

Francesco Diodati, chitarra; Stefano Calderano,chitarra

 

Quella dei tellKujira è musica dalle molteplici personalità: il jazz dialoga con linguaggi affini e distanti, come si potrà ascoltare martedì 11 novembre al Binario69 (ore 21:30) per un nuovo appuntamento del Bologna Jazz Festival. I tellKujira sono un quartetto formato da Agnese Amico al violino, Federico Guerri al violoncello, Francesco Diodati e Stefano Calderano alle chitarre.

 

tellKujira è un ensemble formato da quattro musicisti che uniscono jazz, rock e musica contemporanea con un approccio innovativo e orientato alla sperimentazione. La peculiare formazione tutta corde che combina viola, violoncello e due chitarre crea un equilibrio unico tra melodie avvolgenti, atmosfere intime e momenti di intensa energia sonora.

tellKujira è una sorta di rock band in forma di quartetto classico, con due chitarre elettriche al posto dei due violini. In virtù di questa scelta cameristica, ogni individualismo è stato messo da parte in favore di un “noi”. La ricerca è collettiva, pensata per emancipare il quartetto dalle singole individualità, mirando invece a un linguaggio comune.

Attiva dal 2020, la band ha autoprodotto una serie di residenze artistiche, concentrandosi su improvvisazione e scrittura collettiva, esplorazione timbrica, strumenti preparati, accordature alternative. La musica va alla continua ricerca di una struttura, è aperta alle contaminazioni, combina in una miscela unica paesaggi sonori astratti, ambient, poliritmi, timbriche industrial. Una miscela che non esita a decostruire qualsiasi tipo di linguaggio. Il disco d’esordio, omonimo, è uscito nel 2023 per la Superpang Records.

 

Il Bologna Jazz Festival è organizzato dalla Fondazione Bologna in Musica ETS con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna – Settore Cultura e Creatività nell’ambito di Bologna Città della Musica UNESCO, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Carisbo, Unipol, Coop Alleanza 3.0, Emilsider, TPER, Città Metropolitana di Bologna, del main partner Gruppo Hera e con il sostegno del Ministero della Cultura. Il BJF fa parte di Jazz Italian Platform.

 

Informazioni:

Fondazione Bologna in Musica ETS

tel.: 342 0441913

email: info@bolognajazzfestival.com

www.bolognajazzfestival.com

 

Presidente e Direttore artistico: Francesco Bettini

 

Biglietti:

Intero: 10 euro

Ridotto Bologna Jazz Card, under 26, Conservatorio e Liceo Musicale: 5 euro

Tessera AICS obbligatoria

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Concerto di giovedì 13 novembre

 

Bologna, Unipol Auditorium, ore 21:15

Monty Alexander

“D-Day”

with Luke Sellick & Jason Brown

Monty Alexander, pianoforte; Luke Sellick, contrabbasso; Jason Brown, batteria

Partner speciale dell’evento Unipol

 

Giovedì 13 novembre il Bologna Jazz Festival porterà all’Unipol Auditorium (ore 21:15) uno dei pianisti più trascinanti ed esuberanti dell’intera storia del jazz: Monty Alexander, che si esibirà in trio con Luke Sellick al contrabbasso e Jason Brown alla batteria.

Unipol è partner speciale dell’evento.

 

Monty Alexander è uno dei rari pianisti capaci di trasformare ogni esecuzione musicale in momento travolgente, di tenere l’ascoltatore col fiato sospeso in attesa della risoluzione delle sue volate sui tasti. Il suo virtuosismo lo pone in quel ristretto circolo di pianisti capaci di ottenere dalla tastiera qualunque cosa, sulla scia di un Oscar Peterson o di un Ahmad Jamal, che sono chiaramente dei modelli di riferimento. Ma nel timbro, nel tratteggio dei temi e soprattutto nello sbalzo ritmico di Alexander si percepisce istantaneamente qualcosa che lo distingue da questi grandi pianisti afroamericani: le sue origini caraibiche (è nato nel 1944 a Kingston, Giamaica) emergono inconfondibili nella sua diteggiatura, conferendo una vivacità incontenibile e colori solari alla musica, di qualunque varietà sia, bop o swing, blues o gospel, calypso o reggae…

Alexander è attivo sulle scene dal 1958. Talento precoce, già all’età di quattro anni individua a orecchio le melodie sul pianoforte. Si trasferì in Florida nel 1961: fu Frank Sinatra a ‘scoprirlo’ in un club e a portarlo a New York, facendogli avere un ingaggio continuativo al Jill’s. Qui tra i suoi ascoltatori c’erano Miles Davis, Count Basie, Milt Jackson, Roy Haynes e naturalmente Sinatra. È stato poi una presenza assidua al Minton’s (la ‘madre patria’ del bebop) e al Playboy Club, dove divenne amico di Quincy Jones. Sempre negli anni Sessanta un gigante della tastiera come Oscar Peterson dimostrò l’amicizia e la stima nei confronti di Alexander raccomandandolo a Hans Georg Brunner-Schwer, proprietario dell’etichetta MPS, che non trascurò un suggerimento da una simile fonte, facendo registrare al pianista giamaicano una dozzina di album.

In questo percorso, la formazione del trio è emersa come quella prediletta da Alexander: memorabili quello con John Clayton e Jeff Hamilton e quello con Ray Brown e Herb Ellis. Alexander ha lasciato una lunga scia di incisioni come leader (oltre 75) a documentare una carriera troppo vasta per venire compressa in poche righe.

Monty Alexander è nato il 6 giugno del 1944, una delle date più simboliche della storia europea: il giorno dello sbarco in Normandia ovvero il D-Day. Nel 2024, Alexander ha compiuto ottant’anni e per celebrare la coincidenza con l’anniversario storico ha pubblicato l’album D-Day, che raccoglie canzoni dei tempi di guerra e suoi brani originali. Il disco lancia un profondo messaggio di pace, ricordandoci le lezioni apprese dal passato e sottolineando tramite l’interazione artistica l’importanza della comprensione e dell’unità.

 

Il Bologna Jazz Festival è organizzato dalla Fondazione Bologna in Musica ETS con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna – Settore Cultura e Creatività nell’ambito di Bologna Città della Musica UNESCO, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Carisbo, Unipol, Coop Alleanza 3.0, Emilsider, TPER, Città Metropolitana di Bologna, del main partner Gruppo Hera e con il sostegno del Ministero della Cultura. Il BJF fa parte di Jazz Italian Platform.

 

Informazioni:

Fondazione Bologna in Musica ETS

tel.: 342 0441913

email: info@bolognajazzfestival.com

www.bolognajazzfestival.com

 

Presidente e Direttore artistico: Francesco Bettini

 

Biglietti:

Monty Alexander

tutti i settori 40 euro

 

I biglietti sono soggetti a diritto di prevendita

 

Riduzioni*:

Riduzione del 20% riservata a: possessori Bologna Jazz Card; giovani under 26

(i possessori BJC possono prenotare via mail ad amicibolognajazzfestival@gmail.com)

 

Riduzione del 10% riservata a:

-soci COOP, soci Touring Club, abbonati annuali TPER, possessori della Card Cultura

 

Studenti del Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna e del Liceo Musicale “L. Dalla” di Bologna: prezzo speciale 10 euro (previa prenotazione presso i loro referenti e con acquisto la sera stessa presso il teatro)

 

I biglietti soggetti a riduzione sono acquistabili solo il giorno dell’evento presso la biglietteria del luogo dell’evento.

 

*Le scontistiche non sono cumulabili

 

Prevendite:

– sul sito www.vivaticket.it e su tutto il circuito VivaTicket

– presso la biglietteria di Teatro Celebrazioni