Prosegue il dialogo creativo tra il gruppo di Casalgrande e la designer Maria Vittoria Paggini, nato dalla visione comune del progetto come esperienza e relazione in continuo divenire

 

Bologna, 18 settembre 2026 – Gruppo Romani e Casaornella scrivono insieme un nuovo capitolo del progetto iniziato durante la Milano Design Week. In occasione di Cersaie 2026, a Bologna dal 21 al 25 settembre, nel pad. 29 continua il percorso creativo attraverso un dialogo – What We Leave, What We Find – tra il gruppo ceramico e la designer Maria Vittoria Paggini per unire cultura del progetto, design, relazioni e valore della materia.

Ecco il racconto di Martina Romani, Direttore Marketing del Gruppo Romani:

“Ciò che lasciamo, ciò che troviamo.

E tutto ciò che nasce nel mezzo.

 

Essere sociali non è una scelta.

 

È una condizione.

 

Esistiamo in relazione a qualcosa e a qualcuno: attraverso uno sguardo, una distanza, un contatto, un’assenza. Ci avviciniamo, ci allontaniamo, cerchiamo appartenenza e, nello stesso momento, difendiamo il nostro spazio.

 

Ogni incontro è una negoziazione.
Ogni relazione lascia una traccia.
 

Animale Sociale – Nessuno mi può giudicare nasce da questa tensione: dal bisogno profondamente umano di stare insieme e dall’istinto altrettanto umano di proteggerci. Una casa senza confini rigidi, nella quale intimità e condivisione convivono e lo spazio diventa il luogo in cui decidiamo, continuamente, quanto di noi mostrare agli altri.

 

Ma cosa accade quando quella casa esce dalla casa?

 

Quando un progetto lascia il luogo in cui è nato, incontra altre persone, altre materie, altri linguaggi?

 

Non rimane uguale.

Ed è proprio questo il punto.

 

What We Leave, What We Find è il nuovo capitolo del dialogo tra Casaornella e Gruppo Romani. La trasformazione di ciò che è accaduto a Milano.

 

Perché i progetti vivi non si trasportano.
Si contaminano.
 

Arrivano in un luogo portando con sé ciò che sono stati e ne escono con qualcosa che prima non esisteva.

 

A Cersaie, Casaornella attraversa lo spazio di Gruppo Romani e incontra la ceramica. La materia smette così di essere soltanto superficie da osservare e diventa parte della relazione: accoglie, separa, avvicina, conserva tracce.

 

La materia ha memoria.

 

Ricorda ciò che vi appoggiamo.
Ciò che togliamo.
Chi è passato.

Quello che abbiamo lasciato dietro di noi.

 

Anche lo stand smette di essere semplicemente uno spazio espositivo.

 

Diventa una casa temporanea.

 

Ci sono luoghi in cui fermarsi, mangiare, parlare. Luoghi aperti all’incontro e altri più protetti, quasi nascosti. Una gelateria, un tavolo per il pranzo, uno spazio informale per stare insieme, uno speakeasy in cui sottrarsi per un momento allo sguardo degli altri.

 

Perché anche in mezzo a una fiera continuiamo a comportarci nello stesso modo.

Cerchiamo gli altri.
E cerchiamo un posto in cui nasconderci da loro.
 
Serenissima, CIR, Cercom e Verde mantengono la propria identità, ma entrano in un sistema comune. Cerasarda attraversa questi mondi con accenti artigianali e cromatici. Materiali, colori e superfici smettono di vivere isolatamente e iniziano a reagire gli uni agli altri.

E poi ci sono le persone.

Designer, aziende, progettisti, artigiani, artisti, competenze diverse.

Il Branco torna a riunirsi.

Non come semplice somma di partner, ma come ecosistema: ognuno porta qualcosa, inevitabilmente lascia qualcosa e, nel farlo, modifica ciò che incontra.
 
Perché forse progettare significa proprio questo.
Non controllare completamente il risultato, ma creare le condizioni perché qualcosa possa accadere.

Un incontro.
Un attrito.
Una contaminazione.
Una possibilità che prima non avevamo previsto.

Ciò che lasciamo.

Ciò che troviamo.
E tutto ciò che nasce nel mezzo.”
 
A Cersaie il Branco torna così a prendere forma: partner, competenze e linguaggi differenti entrano nello spazio di Gruppo Romani e contribuiscono a trasformarlo attraverso design, luce, colore, materia, convivialità e arte. Collaborazioni nate o consolidate durante la Milano Design Week evolvono a Bologna, mentre nuovi gesti e nuove presenze continuano ad alimentare il dialogo tra Casaornella e il mondo del progetto.Con questa nuova tappa, Gruppo Romani e Casaornella proseguono un percorso condiviso in cui Cersaie diventa luogo di incontro, relazione e sperimentazione: uno spazio in cui materia, persone e linguaggi differenti si incontrano, lasciando tracce e generando nuove possibilità di interpretare l’abitare contemporaneo.
IL BRANCO: PARTNER E ARTISTI
I partner di Join the Branco
 

Boffi, Corpo Luce, Galassia, Kerakoll, Softhouse, EMAC, Sammontana e ovre., Giuseppe Palermo, Michele Chiocciolini, Tatiana Brodatch sono i partner che entrano nel nuovo capitolo del racconto di Casaornella e Gruppo Romani, contribuendo alla costruzione dello stand attraverso arredi, illuminazione, colore, materia, dettagli e momenti di convivialità.

Boffi porta nello spazio un elemento di design di grande presenza: un tavolo che entra in dialogo con il progetto dello stand e incontra le superfici Cerasarda, diventando punto focale dell’ambiente e luogo di relazione e condivisione.
 

Con Corpo Luce, la relazione tra ceramica e illuminazione prende forma attraverso lampade che uniscono i paralumi del brand e le basi in ceramica sviluppate da Cerasarda per questo progetto.

Attraverso la collaborazione con Kerakoll il colore torna a essere parte integrante dell’architettura e dell’identità dello spazio. Le tonalità di stucchi e vernici dialogano con le superfici ceramiche e gli altri elementi dello stand, contribuendo a definirne l’atmosfera e la forte riconoscibilità.

Softhouse inserisce una selezione di arredi nelle ambientazioni sviluppate da Casaornella. Gli spazi diventano così luoghi da vivere, capaci di evocare differenti momenti dell’abitare e introducono nello stand una dimensione più domestica e relazionale.

Galassia estende il racconto all’ambiente bagno, propone elementi complementari alle superfici ceramiche e al linguaggio complessivo dello stand, e contribuisce alla costruzione di ambientazioni complete.

EMAC interviene attraverso i propri profili, elementi tecnici che diventano parte integrante del disegno delle superfici. Dettaglio e funzionalità definiscono gli spazi e valorizzano gli accostamenti tra materiali, finiture e rivestimenti.

Sammontana è protagonista dell’area dedicata alla gelateria, trasformando la pausa in un momento di incontro e condivisione e rafforzando l’idea dello stand come luogo da vivere, oltre che da osservare.

Per Cersaie 2026, il metodo progettuale di ovre. incontra Gruppo Romani e le identità dei suoi brand. Nasce così Tiles Are Illusions: quattro brand, quattro linguaggi, quattro interpretazioni della ceramica. ovre. guarda alla piastrella oltre la sua natura di superficie: la materia diventa spazio, il colore modifica la percezione, la texture evoca nuove sensazioni e il pattern costruisce ritmo.

Gli artisti

Giuseppe Palermo porta a Cersaie la serie Lumaconi in cerca di casa, un’invasione poetica e inattesa che attraversa lo spazio e dialoga con il tema dell’abitare. Le sue presenze diventano parte del racconto dello stand, introducendo un segno ironico, riconoscibile e sorprendente.

Michele Chiocciolini, da sempre parte del mondo Casaornella, traduce la visione del progetto attraverso il segno e il colore. A Cersaie interverrà dal vivo, dando forma a un gesto pittorico che evolve nello spazio e rende visibile il processo di contaminazione tra arte, materia e progetto.

Tatiana Brodatch interpreta il mondo Casaornella attraverso un linguaggio intimo e istintivo, sospeso tra memoria e immaginazione. Il suo intervento dal vivo porta nello stand una presenza delicata e sensibile, in cui il colore diventa materia e il gesto lascia una traccia nello spazio.
 
FOTO SLIDE Progetto di design GRUPPO ROMANI & CASAORNELLA