Progressismo e riformismo erano le sue parole d’ordine. Ora, come hanno fatto tanti nel PD targato Schlein, modifica il proprio dna in nome degli ordini di scuderia. Sì, persino Isabella Conti firma il referendum contro il Jobs Act, allineandosi a CGIL e Cinque Stelle.
Quelli del PD vogliono abolire una legge del PD che ha creato più di un milione di posti di lavoro e che ha esteso i diritti dei lavoratori, a cominciare dal divieto di dimissioni in bianco per le donne in gravidanza.
Davvero l’emblema di un Pd che rinnega sé stesso, di una involuzione politica che rende necessaria una reazione netta da parte di tutti coloro che credono nei valori liberal-democratici e riformisti.
Noi siamo e sempre saremo dalla parte del lavoro, dello sviluppo economico, del futuro. Vogliamo una crescita equilibrata e giusta, fornendo alle nostre imprese un aiuto concreto, fatto di semplificazione burocratica, incentivi, una politica industriale che supporti le eccellenze del nostro Paese.













