“Bisogna fermare questa carneficina, quanto sta accadendo in merito al tema dei femminicidi è sconvolgente”. Giovanna Ferrari, madre di Giulia Galiotto la giovane sposina uccisa alla periferia di Sassuolo dal marito nel febbraio 2009,non ci sta precisando:”Ogni volta che capitano questi episodi rivivo il dramma di quanto accaduto a Giulia anche perché ho intrapreso un percorso comunicativo per permettere ad altre donne di affrontare il problema, per provare a risolvere la questione sicuramente complicata direi che il quesito vada analizzato in tutte le sue molteplici sfaccettature con coscienza e coraggio. E’ un discorso a 360° che deve essere capace di coinvolgere -continua- ogni anelito di vita e ogni forma di relazione sociale: scuola, parrocchia, famiglia e tutta la società in genere perché educazione e formazione rimangono strumenti di prevenzione validi nella lotta alla violenza”. La madre coraggio che ha fatto della drammatica storia di Giulia un tesoro di consigli e di attenzioni rivolto al sesso debole, sottolinea:”Ognuno deve fare la propria parte e recitare il proprio ruolo: da una situazione generica si scende al particolare, a quei segni propedeutici di quel rapporto affettivo che non può definirsi amore perché pieno di conflitti che rendono lo stesso morboso e malato. Ecco -puntualizza- entrano in gioco quei rapporti familiari che devono essere in qualche modo esternati e divulgati: dagli atteggiamenti violenti o comunque anomali ad uccidere la donna che si crede di amare c’è un passo importante, un qualcosa di aggiuntivo che profuma di premeditazione, di pianificazione in un continuo rimbalzo di controlli, appostamenti e verifiche. Serve -prosegue -anche un aiuto sanitario, non ci può essere solamente l’allontanamento con la forza dell’uomo aggressivo e il ricorso a rimedi giuridici che spesso sono l’anticamera di azioni spropositate sfociando in terribili omicidi”. Intorno ad un punto la nostra interlocutrice mostra tutto il suo malumore :”Non ci può abituare a queste forme di prevaricazione che riportano il nostro Paese a sistemi tipici di una società arcaica in cui vige la legge del più forte; altro che Europa , ci stiamo allontanando dai sistemi civili e maggiormente evoluti in tema di rapporti umani -chiarisce- per certi gesti non può esserci giustificazione, poiché giustificare significa essere complici di queste barbarie -continua- cosa ben diversa è il perdono che interessa anche un discorso religioso, ma prima di tutto ci deve essere la capacità di lettura di quanto avvenuto con spirito critico di comprensione ed analisi; in questi anni aiutare altre donne ha rappresentato un modo per far vivere Giulia, tutto questo mettendomi in discussione -conclude- partendo da quelli che sono stati segnali di un malessere nella vita di coppia di Giulia non recepiti, situazioni che hanno portato all’omicidio: il tutto affrontato con buona dose di lucidità, un confronto diretto e sincero senza addossarmi sensi di colpa eccessivi ; ovviamente, gli errori aiutano a crescere se si è disposti a farli diventare una risorsa”.Questa sera a Modena alle ore 21 è prevista una fiaccolata per ricordare Bernardette Fella, ennesima vittima di femminicidio: partenza da piazza Alessandrini. Da ricordare il brano musicale scritto ed interpretato dalla musicista sassolese Morgana Montermini, Non è l’Amore, visibile sul canale telematico youtube: per non dimenticare…













