L’arte che racconta il territorio. Gino Covili e la Via Vandelli.
Arte e cammini nell’Appennino: percorrendo la Via Vandelli alla scoperta delle opere di Gino Covili.
Si é tenuto domenica 19 aprile, all’interno del programma di “Incontri” alla Casa Museo Covili di Pavullo nel Frignano (MO), l’appuntamento dal titolo: “Ho letto il paesaggio. Gino Covili e la Via Vandelli” a cura di Giorgio Mattei, psichiatra, scrittore, musicista e viandante. L’evento – riservato a 50 persone su invito – ha visto la partecipazione di Luciana Serri, presidente dell’ente Parchi Emilia Centrale, in dialogo con l’autore e di Franca Lovino – fotografa e attrice – che ha interpretato poesie e dato voce ad alcuni brani tratti dal libro.
½Missione dell’ente Parchi Emilia Centrale é la custodia del territorio╗ spiega Luciana Serri, che presiede l’istituzione. ½Questo aspetto si collega anche alla promozione e valorizzazione del territorio, dell’Appennino. La riscoperta della Via Vandelli esercita senz’altro una forte attrattiva e rappresenta una grande opportunità per adottare un modello di sviluppo sostenibile e attento alle esigenze e alle caratteristiche ambientali.
Il fascino del cammino cresce di anno in anno: i tour operator confermano che l’itinerario della Via Vandelli é decisamente il più richiesto tra i percorsi del nostro territorio; ecco quindi che l’evento alla Casa Museo Covili consente di raccontare l’Appennino e il suo territorio in modo autentico e originale, attraverso l’arte di un grandissimo pittore, Gino Covili, che ha saputo emozionarci attraverso le sue opere in cui racconta i luoghi dove é nato e dove ha vissuto. Covili ha saputo davvero rappresentare l’ambiente e le genti dell’Appennino, in particolare del Frignano; da grande maestro del ‘900, é stato in grado di realizzare opere che pur parlando sempre al presente sanno raccontare a tutti come era la vita, come erano i paesaggi di questa terra, che ospita importanti luoghi dove é possibile conoscere la sua opera. Nel Castello di Montecuccolo, é esposto in permanenza l’intero ciclo – 58 opere – de “Il paese ritrovato”, e nella sua Casa Museo – nata per volontà della famiglia Covili – i “Capolavori” custoditi per preservare la memoria e per far conoscere a fondo sia la sua storia umana ed artistica, che la sua figura poetica con ben oltre 120 pezzi unici dal 1950 al 2005╗.
Nel corso dell’evento, che si é svolto proprio nello studio d’artista della Casa Museo Covili, é stato presentato l’ultimo libro che Giorgio Mattei ha dedicato alla Via Vandelli: “Camminando senza fretta”, pubblicato dall’editore Adelmo Iaccheri. Il libro unisce elementi culturali e storici con il racconto delle emozioni provate dall’autore camminando lungo la Vandelli. ½Mi sono innamorato dei dipinti di Gino Covili in occasione della retrospettiva ‘Gli occhi della vita’ organizzata nel 2006 a Modena╗ spiega Giorgio Mattei; ½In quell’occasione sono rimasto folgorato dai suoi quadri in grado di tradurre in immagini le sensazioni che mi suscitano da sempre i luoghi dell’Appennino. Ho provato una sensazione simile tutte e tre le volte che ho percorso interamente il cammino della Via Vandelli: per questo mi é venuto naturale dedicare nel mio libro un capitolo all’opera del maestro pavullese, contestualizzandola nel racconto e nella ricostruzione storica della Via Vandelli. Al rapporto tra Gino Covili e la Via Vandelli abbiamo dedicato una serata speciale anche al Castello di Montecuccolo già due anni fa, incentrata sul ciclo “Il paese ritrovato”, che pu‗ essere ammirato visitando il castello nei giorni e negli orari di apertura. L’evento di domenica scorsa alla Casa Museo completa la “mappatura” dei luoghi di Gino Covili – da non perdere – a Pavullo e approfondisce ulteriormente il rapporto tra l’arte di Gino Covili e la Via Vandelli╗.
Per questo pomeriggio di “Incontri – Casa Museo Covili LIVEing” (il salotto culturale in tutte le stagioni, con amici, ospiti e personaggi) il selezionato pubblico e’ stato accompagnato da un intreccio di letteratura, poesia, musica ed arti visive con brani jazz eseguiti dal sassofono di Giorgio Mattei (in omaggio alla passione di Roberto Covili – grafico, pittore – e figlio di Gino che lavora nello studio d’artista seguendo il proprio percorso indipendente fatto di: icone d’autore, loghi d’artista, mappature della natura e paesaggi immaginari) con il cadeau della rivista d’arte, cultura e riflessione critica “Tecnicamista” (a cura di CoviliArte) che ha favorito – proprio con la poesia “Il Panaro in fiore” (a Gino Covili) di Giorgio Mattei (pubblicata) – l’emozionante interpretazione dell’attrice Franca Lovino che ha poi cosi’ dato voce anche ad alcuni brani tratti dal libro. Infine, per favorire i contatti e le relazioni, gli ospiti hanno potuto vivere un piacevole momento di convivialità tra i capolavori d’arte, deliziati da un buffet a base di tipicità con specialità locali. I prossimi appuntamenti – sia presso Casa Museo Covili, che in altre sedi itineranti – saranno anticipati nel portale Open e dettagliati nella Newsletter oltre che specificati nel Programma Iniziative del sito internet di CoviliArte.
Casa Museo Covili, sede dell’evento, e’ stata aperta il 21 marzo 2019 in occasione del 101░ anno dalla nascita dell’artista nel luogo – Pavullo nel Frignano – e negli ambienti vissuti da Gino. ½Si tratta di un percorso espositivo emozionale╗ spiega Matteo Covili, referente di CoviliArte, ½che con oltre 120 capolavori allestiti su tre piani, incluso lo studio d’artista, racconta la poetica e la vita di questo grande uomo e pittore. E’ situata al confine tra bosco e citta’, per ricordare che il percorso di Gino Covili e’ sempre stato in equilibrio tra arte, natura e cultura; si tratta di un luogo speciale, profondamente radicato nel territorio del Frignano e che grazie ad una realta’ unica come CoviliArte (famiglia dell’artista, impresa di servizi culturali, Archivio Generale e Casa Museo) e’ il punto di riferimento autorevole e qualificato per l’arte materiale ed immateriale di Gino Covili. La famiglia Covili, fedele a questa visione, per legare il lascito di storie e di immagini alla forza ancestrale dei luoghi dell’Appennino e del Frignano propone un’esperienza immersiva autentica, completa e unica, proprio negli ambienti voluti e vissuti da Gino, attraverso la guida, le testimonianze dirette e gli aneddoti di vita vissuta raccontati dal figlio Vladimiro e dai nipoti Matteo e Francesca nel suggestivo allestimento con l’opportunità di visite guidate di gruppo e individuali, negli spazi che accolgono l’esposizione permanente ed iniziative temporanee organizzate in tutte le stagioni (sempre solo su prenotazione)╗.















