Il 31 marzo alle 18,30 al Teatro Comunale di Carpi il Gruppo AIMAG ospiterà Gino Cecchetin; conduce Pierluigi Senatore 

 

Il 31 marzo alle 18,30 al Teatro Comunale di Carpi il Gruppo AIMAG ospiterà Gino Cecchetin che presenterà, intervistato dal giornalista Pierlugi Senatore, il libro “Cosa ho imparato da mia figlia” scritto in memoria della figlia Giulia.

L’evento ha il patrocinio delle Terre d’Argine, del Comune di Carpi e la collaborazione dei Centri antiviolenza di Carpi e Mirandola.

 

Con questa significativa testimonianza, il Gruppo AIMAG intende contribuire alla diffusione di una maggiore consapevolezza e al rafforzamento di una cultura orientata al rispetto della persona e alla prevenzione della violenza di genere.

 

Il Gruppo AIMAG si impegna ormai da diversi anni su questo fronte nell’ambito delle politiche aziendali di responsabilità sociale e di promozione dei valori di inclusione, rispetto e pari opportunità che hanno portato, già due anni fa, anche alla certificazione della parità di genere. Un risultato importante ma soprattutto un punto di partenza verso la realizzazione di nuovi importanti progetti come la formazione interna sul linguaggio inclusivo o la collaborazione con la Fondazione Cecchettin per la prevenzione delle molestie nei luoghi di lavoro.

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Giulia è la figlia ideale. Studia, disegna, sogna di vivere in una brughiera, colleziona scatole e regala sorrisi dolcissimi. Poi una sera scompare, inghiottita da una morte assurda: un femminicidio. Travolto dal dolore più atroce che un padre possa sopportare, Gino Cecchettin sceglie di non stare in silenzio, si interroga sugli esiti più efferati di una cultura patriarcale che ancora ci riguarda e trova le parole per ricordare chi era Giulia e cosa ha imparato da lei. In questa lunga lettera scritta insieme a Marco Franzoso, Gino ripercorre la sua storia di padre, i giorni della gioia e quelli del dolore. Commuove e invita a “costruire un’alleanza tra i sessi, anziché consolidare la prevaricazione di uno sull’altro”. Ci esorta ad ascoltare le giovani e i giovani del nostro Paese e a lavorare insieme per costruire relazioni fondate sull’empatia e sul rispetto reciproco. Questa edizione aggiornata si arricchisce di un nuovo testo in cui Gino Cecchettin racconta alla figlia Giulia e a noi tutti le attività portate avanti in suo ricordo e ribadisce l’importanza di un impegno comune per contrastare ogni forma di violenza di genere