
“Se a chiedere la fusione sono i cittadini allora avanti, ma se la chiedono i sindaci perché altrimenti non avrebbero trasferimenti dalla Regione e perché così facendo saranno esentati dal rispetto del Patto di Stabilità per i prossimi 5 anni, la cosa è ben diversa”.
Lo ha detto Stefano Bargi, consigliere regionale della Lega Nord intervenendo in Aula durante la discussione sul progetto di fusione tra i Comuni di Porretta Terme e Granaglione.
“E’ chiaro che il sindaco di un Comune in difficoltà sarà invogliato, per il bene dei propri cittadini, a scegliere questa strada. Ed è altrettanto chiaro che i consiglieri comunali faranno lo stesso per non fare un torto ai residenti. Ma avere una maglia larga per 5 anni non equivale per forza a un vantaggio nel lungo termine”.
“La stessa relazione della Corte dei Conti in merito alla gestione amministrativa degli Enti Locali non promuove le fusioni a scatola chiusa. Soprattutto – spiega Bargi – non per quanto riguarda l’erogazione dei servizi a prezzi inferiori. Anzi. La fusione, aumentando la dimensione del Comune, porterà inevitabilmente a incrementi di spesa per la macchina comunale. Ecco perché – attacca – chiediamo che i cittadini siano bene informati su questa situazione e che tutte le carte in tavola siano chiare. Come ad esempio quella del servizio idrico. Ammettiamo che chi promette che il comune di Granaglione, anche unavolta fuso, potrà continuare a gestire il servizio, cosa farà Porretta che lo ha già ceduto? Il nuovo ente gestirà il servizio in mezzo comune? E’ evidente a tutti che qualche cosa non va e solo chi non vuole vederlo non lo capisce”













