“La Giunta arriva con “il fiato corto” su Fondi europei e Pnrr. Si tratta di strumenti talmente macchinosi che rendono complessa la messa a terra delle risorse, lontani dalla funzione di dare un input alla nostra economia. Questo rischia di tradursi in una riedizione delle politiche e strategie passate, senza la tanto auspicata boccata di aria fresca necessaria e, soprattutto, senza necessario il coinvolgimento del tessuto produttivo, al di là dei proclami del Patto per il lavoro”. Così il consigliere regionale della Lega Stefano Bargi nel commentare l’adozione del Programma Regionale FSE+ dell’Emilia-Romagna 2021-2027.
“Avevamo proposto di considerare diversi temi, come quello dei disoccupati di lungo corso, sollecitando due tipi di interventi: uno sulle aziende, incentivandole ad assumere over 50, e uno di sostegno a queste persone perché siano in grado di formarsi e diventare più appetibili per il mondo del lavoro” ha spiegato. E ancora la formazione: “Occorre passare da una partecipazione pubblica forte a una stretta collaborazione con il privato, perché la formazione funziona se le competenze sviluppate dai corsisti sono quelle ricercate dalle aziende. Come target, invece, vi date di passare all’inserimento del 50% delle persone che hanno seguito i corsi, a fronte dell’attuale 47%, rimanendo sostanzialmente ancorati alla stessa logica” ha rilevato l’esponente del Carroccio.
E ancora i bandi: “Estremamente selettivi e complessi, soprattutto per le piccole realtà. Dobbiamo rendere più snelle le procedure”.
Insomma, un film già visto: “Sarebbe sicuramente stato più utile cercare di discostarci dalle logiche del passato, mettendo in campo azioni diverse per rispondere maggiormente alle necessità dei nostri tempi e della nostra economia” ha concluso Bargi.