Francesco Tosi, sindaco di Fiorano Modenese, ha espresso all’on. Cecile Kyenge la sua solidarietà e lo sdegno dopo il rifiuto del Senato a concedere l’autorizzazione a procedere contro l’on. Roberto Calderoli: “La legge non è uguale per tutti. Come si fa a non parlare di “casta”? Se un mio studente si fosse comportato in modo irrispettoso nei confronti di una compagna (anche senza arrivare a chiamarla orango), avrebbe ricevuto delle sanzioni disciplinari e avrei fatto di tutto per fargli comprendere che le meritava e che un vero uomo risponde dei propri atti e delle proprie parole. Chi allo stadio urla gli appellativi che Calderoli (mi rifiuto di chiamarlo onorevole o senatore) ha rivolto a una signora di colore perché di pensiero politico diverso dal suo, affronta un processo con l’accusa di istigazione all’odio razziale. Se però si tratta di un senatore, di un rappresentante delle massime istituzioni, di uno che dovrebbe dare l’esempio, di uno le cui parole vengono udite da milioni di persone di ogni età, allora tutto finisce lì e non può essere sottoposto al giudizio del tribunale. I suoi compagni senatori si oppongono al fatto che venga giudicato come gli altri cittadini. Quando ero bambino, la parola Senato infondeva in me un’idea di grande rispetto, saggezza e austerità. Era bello credere che alla guida del tuo paese ci fossero persone con quelle caratteristiche. Cosa c’è di più meschino che usare il potere di cui si è investiti per difendere impropriamente se stessi, anche quando si è nel torto? Quando questo avviene una società è al declino”.













