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Nella tarda serata di ieri è stato fermato Peter Pancaldi, 45 enne, compagno della 47 enne Daniela Coman: i due convivevano nell’appartamento di Prato di Correggio, dove è stato trovato il corpo senza vita della donna. L’uomo è indiziato di omicidio volontario per la morte della fidanzata e ora si trova in cella su ordine emesso dalla Procura di Reggio Emilia. Nonostante si sia avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del pm, sono stati raccolti molti elementi che hanno portato ad indagare lo stesso, prima e successivamente a prendere provvedimenti nei confronti di lui. Ricordiamo che Peter Pancaldi, è stato irreperibile per diverse ore dopo la scoperta del corpo di Daniela; l’uomo è stato rintracciato a bordo dell’utilitaria di Daniela, grazie ai varchi elettronici che hanno segnalato la targa della vettura, in stato di alterazione psicofisica, probabilmente per l’uso di sostanze psicotrope. Solo ieri, giovedì 15 maggio, è stato possibile un confronto con lo stesso; comunque, non sono mancate le numerose testimonianze che hanno ricostruito la difficile convivenza tra i due; un atteggiamento aggressivo di lui per problemi legati al consumo di sostanze stupefacenti, con qualche episodio di violenza domestica. Gli esami autoptici disposti sul corpo di Daniela e l’interrogatorio di garanzia nei confronti di Peter potranno fornire qualche notizia sulle cause del decesso, il cadavere non presentava segni evidenti di percosse. Un rapporto burrascoso, un amore avvelenato e tossico, sfociato in tragedia? Sono ancora tante le domande che attendono precise risposte, le indagini sono in corso, pronte, a fornire la dinamica di quanto accaduto