Peter Pancaldi ha ammesso di aver ucciso la ex compagna Daniela Coman, trovata morta a Prato di Correggio, all’interno dell’alloggio di cui lo stesso è locatario. Ennesimo caso di femminicidio, nonostante offese, minacce e aggressioni  da parte del compagno verso Daniela fossero diventata routine, la violenza è sfociata in delitto.  Negli ultimi giorni prima del delitto, Daniela aveva confidato di non volere più tollerare gli scatti d’ira dell’uomo e di voler troncare la relazione: un rapporto complicato dall’uso dello stesso di sostanze stupefacenti. Daniela, mercoledì mattina non si è presentata al lavoro, bensì si è recata presso l’abitazione dell’uomo per recuperare oggetti, i due avevano convissuto un mesetto in quell’alloggio, in special modo un computer contenente delle immagini del figlio undicenne nato da una precedente relazione della donna. Facendo leva sui sentimenti della 47 enne rumena, ha organizzato la trappola, purtroppo letale; in un primo momento l’omicida sembrava tranquillo, di lì a poco sono emersi i fantasmi di una vita difficile tra problemi economici e disagi provocati dalla sua tossicodipendenza. Così si è consumato un delitto senza segni evidenti sul corpo della donna, pare che la povera Daniela sia stata vittima di soffocamento, ma saranno gli esami autoptici disposti dal pm Valentina Salvi a chiarire le cause del decesso. Tra i motivi che avrebbero portato al gesto, Peter ha parlato del fatto che Daniela avesse costretto lui ad interrompere una precedente relazione amorosa con una donna che lo supportava economicamente ; gelosia, allucinazioni indotte o povertà? Comunque sia, sono ragioni sociali o aspetti personali labili di fronte a quanto accaduto