PATTO PER IL NORD EMILIA:” IL GOVERNO NON MANTIENE LE PROMESSE E LE REGIONI SI ASSUMANO LE PROPRIE RESPONSABILITÀ”
La decisione della Regione Emilia-Romagna di ricorrere alla Corte costituzionale contro il decreto legislativo in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale riporta al centro una questione fondamentale: chi deve decidere come vengono gestite le risorse generate dai territori?
Per Patto per il Nord Emilia, interviene il Segretario regionale Ghelfi Riad, il problema va ben oltre il singolo decreto del Governo. Da anni si parla di autonomia, federalismo fiscale e responsabilità territoriali, ma il risultato concreto continua a essere lontano dalle aspettative di chi chiede un sistema nel quale i territori possano amministrare direttamente una quota adeguata delle risorse che producono.Il Governo non può presentare come federalismo un sistema che rischia di mantenere la gestione delle risorse nelle mani dello Stato centrale, sostituendo i precedenti trasferimenti con nuovi meccanismi di ripartizione senza garantire un’effettiva autonomia finanziaria ai territori.
Ma le responsabilità non sono soltanto del Governo.
Anche le Regioni, continua Ghelfi, devono rispondere delle proprie scelte. Per troppo tempo, secondo Patto per il Nord, è mancata un’azione politica sufficientemente incisiva e coordinata per pretendere un vero federalismo fiscale. Non basta lamentare l’incertezza delle risorse quando le regole vengono modificate da Roma: occorre battersi per cambiare quelle regole, rivendicando competenze, strumenti finanziari e responsabilità reali.
Il ricorso dell’Emilia-Romagna apre ora un confronto istituzionale che dovrà essere seguito con attenzione. Resta però una domanda: perché si arriva a contestare singole disposizioni soltanto quando emergono problemi concreti, invece di portare avanti con determinazione una battaglia complessiva per l’autonomia fiscale?
La posizione di Patto per il Nord Emilia è chiara: le risorse devono essere gestite il più possibile dove vengono generate, attraverso un sistema trasparente, responsabilizzante e compatibile con la garanzia dei servizi essenziali in tutto il Paese.Questo significa superare la logica per cui il denaro viene prima concentrato a Roma e poi restituito ai territori attraverso decisioni e criteri stabiliti centralmente. Significa costruire un federalismo istituzionale e fiscale nel quale Regioni ed enti locali dispongano di risorse certe, responsabilità definite e maggiore capacità di programmare il proprio futuro, nel quadro di regole nazionali che garantiscano anche la solidarietà tra territori.
Il Nord, conclude Ghelfi, non chiede privilegi e non chiede di sottrarsi alle proprie responsabilità. Chiede che autonomia e responsabilità vadano di pari passo e che chi amministra le risorse risponda direttamente ai cittadini delle proprie decisioni.
Il Governo deve smettere di confondere il decentramento amministrativo con il federalismo fiscale. E le Regioni devono dimostrare, con iniziative concrete e non soltanto con dichiarazioni o ricorsi occasionali, di voler conquistare una vera autonomia finanziaria.
Il Nord non chiede briciole. Chiede autonomia vera.













