
“Speriamo si possano avere sviluppi rapidi in questa vicenda, che rimane complessa e complicata”. A parlare è Letizia Giello, segretario nazionale Fesica-Confsal Settore Ceramico, la quale aggiunge:” I due presidi, tanto quello di ieri quanto quello odierno, rappresentano un modo per esternare la vicenda di 96 lavoratori che sono dipendenti di una società dichiarata fallita – precisa – persone che non percepiscono la paga , ma che paradossalmente non possono ricevere tutele in quanto prigioniere di una situazione fantozziana. Nessuna novità relativa ad un nuovo assetto societario in grado di prendere complessivamente in mano la questione -chiarisce -certo un interesse profondo e preciso di un soggetto terzo aprirebbe a nuovi scenari: probabilmente verrebbe concessa la Cassa Integrazione Straordinaria e soprattutto ci sarebbe un’impronta decisa parlando di continuità lavorativa e futuro aziendale perchè l’ipotesi di un licenziamento collettivo rimane per tanti motivi, non solo economici, una sorta di extrema ratio o per meglio dire parlerei di scelta senza ritorno”. Dare voce ai dipendenti è l’unico fine di questa forma di protesta, su questo Giello:”Tutto si è svolto nella massima correttezza: unico scopo è informare e sensibilizzare senza isterismi o pietismi – puntualizza – certamente le azioni di confronto e le strategie da condurre ai tavoli istituzionali sono importanti ma dare un volto umano alla questione dà una dimensione pratica e tangibile alla vicenda – conclude – in questo senso saranno organizzate altre manifestazioni di dissenso finalizzate alla costruzione di un percorso occupazionale, quindi tutto fatto secondo un copione d’intesa tra le varie forze sindacali con spirito collaborativo, nulla è lasciato al caso quando lo scopo è dare nuova luce a 96 persone che vivono sospese”













