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«La Regione intervenga urgentemente per rendere più chiare le sue linee guida, perché il contributo consortile, che viene richiesto dai Consorzi di Bonifica agli agricoltori, rischia di essere l’ennesima vessazione nei confronti di una categoria, come le imprese agricole, che lavora e produce.» Il capogruppo regionale della Lega Nord, Alan Fabbri, punta il dito contro l’ennesimo aggravio che si sta abbattendo contro le aziende agricole regionali. Il nuovo “contributo consortile”, conseguente alle delibere 385/’14 e 17/’16, infatti, colpisce i beni “immobili strumentali” utilizzati in agricoltura. Per dirla in altre parole, fienili, capanni di ricovero di mezzi e tutto quanto occorre alle imprese agricole per lavorare. La cosa ha immediatamente mosso il capogruppo regionale Ln, Fabbri, che lamenta profonde sperequazioni tra agricoltori, gravati dalle tasse dei consorzi, sui vari territori. «Premesso che riteniamo folle vessare e colpire fienili e beni strumentali a scopo agricolo, perché il settore è già gravato dalle imposte di Governo e Regione – spiega Alan Fabbri –. Ad ogni modo, sappiamo che consorzi che operano in territori limitrofi, hanno adottato politiche molto diverse, le une dalle altre. In questo senso, riteniamo sbagliata la scelta del Consorzio di Pianura, che per il contributo calcola i volumi degli immobili, rispetto a quanto fa il Consorzio di Bonifica di Burana, che ha scelto di considerare gli stessi come “superficie” agricola.» Il provvedimento regionale, infatti, in un clima di accorpamento dei Consorzi di Bonifica (passati da 15 a 8) puntava – teoricamente – a stabilire principi di gradualità, tenendo conto della disomogeneità di alcune situazioni (per esempio, contribuenti di pianura o di territorio montano), stabilendo anche meccanismi di gradualità, perequazione e tempestiva comunicazione ai consorziati (che sono, invece, mancati). Ma non in modo chiaro. «La Regione deve intervenire per riscrivere in modo chiaro le regole – attacca Fabbri –, perché non può essere lasciata ai consorzi la discrezionalità di applicare il contributo in modo diverso, da un territorio ad un altro; scegliendo la soluzione più vantaggiosa per gli agricoltori, fermo restando che il contributo consortile costituisce un ulteriore fardello per questa categoria produttiva.»

Ufficio Stampa Lega Nord Emilia-Romagna