terremoto emilia«Il commissario all’emergenza terremoto, Stefano Bonaccini, deve assolutamente correggere il tiro per le Zone Franche Urbane. In quanto, come avevamo previsto, il provvedimento crea grandi disparità tra aziende all’interno degli stessi centri urbani colpiti dal sisma.» E’ questo il primo commento del capogruppo della Ln, Alan Fabbri, e dei consiglieri regionali, Marco Pettazzoni e Stefano Bargi. Che, infatti, il documento del commissario (che intende concedere agevolazioni alle imprese colpite, come chiedeva la Lega Nord da tempo) fosse sbagliato nella forma, se ne erano accorti tutti; meno la maggioranza che governa la Regione. «La risposta che è arrivata dall’assessore Palma Costi, alle nostre perplessità palesate in un’interrogazione – dicono dal Carroccio – non chiarisce la questione dei codici, con i quali vengono identificate (e discriminate!) le varie società del cratere emiliano: troviamo esclusi esercizi come panetterie, stirerie, piccoli esercizi. Senza contare che dovrebbe essere un provvedimento che va nella direzione dell’aiuto agli artigiani, ma, di fatto, esclude molti di essi.» Il problema, oltreché nei codici con cui sono identificate le imprese, risiede anche nei parametri richiesti: un reddito loro inferiore agli 80mila euro nel 2014, almeno 5 dipendenti, con discriminazioni per attività di tipo “sedentario”; senza contare che, per accedere al contributo, occorre essersi costituiti entro il 31 dicembre 2014. «In questo modo, abbiamo aziende costituite a fine 2014, che non hanno vissuto il terremoto, che accedono al contributo, mentre molte microimprese di quelle colpite dal sisma sono escluse. Abbiamo sempre detto – concludono Fabbri, Pettazzoni e Bargi – che la “no tax-area” sarebbe stata la via maestra, per aiutare le imprese del cratere, ma la Giunta è andata avanti per la sua strada. Chiediamo, ora, al commissario di porre rimedio a questo errore, considerando anche i tempi ristretti (le richieste vanno inviate a mezzo informatico entro il 31 marzo 2016; ndr) per l’accettazione delle domande.»

 

Ufficio stampa Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna