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      Eutanasia

“L’amore come motore che tutto muove: senza schieramenti e senza intendimenti faziosi vedo un sentimento autentico e genuino nel gesto di chi vuole allontanarsi dal dolore; prima di tutto sono scelte che vanno rispettate, l’amore va oltre le debolezze e la fragilità”. Così la cantautrice Morgana Montermini presenta la sua canzone Eutanasia d’amore, un concentrato di emozioni capace di coinvolgere; la musicista, continua:” Vedo in quello che rimane un gesto disperato , un atto di libertà e di decisione; il malato può scegliere la sua fine, forse questo è un modo per vivere ancora”. L’amore capace di superare le coordinate spazio temporali lontano dalle polemiche che in questi giorni accompagnano il caso della morte in una clinica svizzera di dj Fabo, una vicenda che pone tanti interrogativi. Da fervente cattolico mi risulta difficile credere ad uno Stato che autorizzi al suicidio di massa, ma allo stesso tempo servono risposte alla ferma volontà di decidere di morire; la questione è delicata e cercare di decifrare e codificare il tutto è qualcosa di complicato. Tra libertà, moralismo e spiritualità si dovrà trovare un equilibrio senza dimenticare due aspetti che rimangono fondamentali di fronte alla morte di un uomo: la pietà ed il rispetto. Per questo la morte di dj Fabo seppur rappresenti un gesto duro va comunque rispettata, non parlerei assolutamente di atto vigliacco; penso ci sia di mezzo il male di vivere che diventa paura di esistere e voglia di morire per porre fine al dolore ricordando il passato amore per la vita. Sicuramente non sarà semplice fissare parametri per definire gli equilibri tra valore etici e religiosi in una materia così complessa, ma certo l’amore per la vita non può essere compresso in norme e carte bollate; bisogna decidere… Tornando al testo, che accompagna lo spettacolo teatrale “Donne capovolte” e che sarà corredato tra qualche settimana da un video presente in rete, va detto che questo è nato da un fatto di cronaca del 1998, ossia dal gesto di Ezio Forzatti che a Monza staccò la spina del macchinario che teneva in vita l’adorata moglie: un atto che ancora oggi provoca tanti punti di domanda, eppure anche quello era amore…

EUTANASIA D’AMORE

Ti stringo la mano, sussurro più piano, ti abbraccio e non ti lascio più, più.
Ti parlo d’amore, ti tolgo al dolore riposa è finita oramai
la morte è in equilibrio sui fili io non conto più i tuoi respiri.
In cosa ho peccato,forse troppo ti ho amata
ma non vedevo altro che te, te.
Sei ancora più bella, sei regina, sei stella, sei il buio, sei luce, sei tu, tu.
Non sento neanche più il dolore, la forza dentro il tuo grande amore

Rit.

Ma i miei occhi nei tuoi occhi non brilleranno più, più
non m’importa più di niente, c’è il niente senza te quaggiù
portatemi pur via, che tanto via non andrà più
la mia malinconia, quaggiù.
Ti leggo negli occhi che ciò che farai è la cosa più giusta per me, me.
L’avevo già detto in un giorno di pioggia è meglio staccare se vita non è.
L’uomo bianco TI REGALA LA MORTE, tu puoi farlo…, l’amore non muore.

Rit.

Ci deve esser qualcosa che toglie dal cuore il buio
è il freddo come di nebbia dei miei tramonti a novembre e dallo spazio se esisti, tu ombra che chiamo Dio
attendo una tua risposta oppure mi perda anch’io. Mi perda dentro ai tuoi occhi, che mai dimenticherò.
Ma cos’era la vita, una favola sospesa ad un filo di seta oppure era un velo
che ora è sollevato e vola, vola, vola.