“Il Parlamento europeo oggi riconosce le istanze del distretto ceramico di Sassuolo e compie un passo importante per il futuro di uno dei sistemi produttivi più significativi del nostro Paese. È un risultato che arriva dopo mesi di lavoro tenace, di confronto e di impegno comune, con l’obiettivo di far comprendere alle istituzioni europee le specificità e le esigenze della nostra industria ceramica”.

 

Con queste parole il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini ed il Sindaco di Fiorano Modenese Marco Biagini commentano il via libera del Parlamento europeo, con 474 voti favorevoli, alla posizione negoziale sulla revisione dei parametri ETS relativi al calore e ai combustibili per il periodo 2026-2030, con l’obiettivo di rendere più equo il sistema di assegnazione delle quote gratuite di emissione.

 

“È un risultato che parte dal territorio – proseguono i Sindaci – e dal grande lavoro portato avanti da Confindustria Ceramica, insieme agli europarlamentari e alle istituzioni regionali e locali. Un lavoro che ci ha visto portare anche personalmente a Bruxelles le ragioni delle nostre imprese, costruendo un confronto concreto con chi è chiamato a prendere decisioni fondamentali per il nostro futuro.

 

Un ringraziamento in particolare Annalisa Corrado, eurodeputata del Partito Democratico, per il suo impegno e per il contributo dato attraverso un emendamento che ha saputo raccogliere il sostegno di tanti colleghi e un consenso trasversale tra le diverse forze politiche che rappresentano l’Italia in Europa. È la dimostrazione di quanto sia importante, su questioni decisive per il futuro dei nostri territori, saper lavorare insieme e far prevalere le esigenze concrete del sistema produttivo.  Il valore di questo voto – aggiungono Mesini e Biagini – va però letto anche alla luce del momento che stiamo attraversando. Il costo dell’energia e del gas continua a mettere a dura prova le nostre aziende, comprimendo i margini e rendendo sempre più difficile competere sui mercati internazionali. In una fase di grande sofferenza per il sistema produttivo, abbiamo bisogno di segnali positivi, di scelte che restituiscano fiducia e prospettive a chi ogni giorno investe, produce e dà lavoro nel nostro territorio.

La possibilità di superare un parametro unico sui combustibili, riconoscendo le specificità di settori ad alta intensità energetica come quello ceramico, va proprio in questa direzione. Significa aprire la strada a regole più eque, che tengano conto delle caratteristiche dei processi produttivi e degli investimenti già realizzati dalle nostre imprese.

Le aziende del distretto hanno dimostrato negli anni una straordinaria capacità di innovare, nei prodotti e nelle tecnologie, e devono essere messe nelle condizioni di continuare a farlo. La transizione ecologica è una sfida che vogliamo accompagnare, non subire. Ma per essere davvero sostenibile deve consentire alle imprese di investire nella decarbonizzazione, senza aggiungere ulteriori costi insostenibili a quelli, già molto elevati, che oggi ne compromettono la competitività.

 

Non possiamo permetterci che aziende all’avanguardia, capaci di competere nel mondo per qualità, innovazione ed efficienza, vengano penalizzate da regole che non riconoscono le specificità della loro produzione.

 

Naturalmente – concludono Matteo Mesini e Marco Biagini– la partita non è ancora chiusa. Ora il confronto si sposta nel trilogo tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea, dove sarà fondamentale confermare e tradurre in norme definitive quanto ottenuto oggi.

 

Ma questo voto rappresenta un segnale politico importante: quando il territorio riesce a far sentire la propria voce, l’Europa può ascoltare e cambiare direzione. Dobbiamo continuare a lavorare con la stessa determinazione perché questo primo risultato diventi una prospettiva concreta per le nostre imprese, per i lavoratori e per il futuro del distretto ceramico”.