Pur avendone le possibilità, la Regione ha preferito voltare le spalle a cittadini e imprese “esodati del Superbonus del 110%”. Certo la coperta sarebbe risultata “corta”, ma 10 milioni di euro rappresentavano pur sempre un minimo di contributo, se non sufficiente, comunque significativo”. Così il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi, sulla scorta della risposta ricevuta dalla Regione a un suo atto ispettivo nel quale chiedeva l’ammontare dei contributi che la Regione avrebbe potuto erogare qualora avesse accolto un suo emendamento (all’ assestamento del bilancio ndr) che puntava a far adottare dalla giunta di via Aldo Moro la legge licenziata dalla Regione Basilicata (a guida centrosinistra) in forza della quale “la Regione si sarebbe attivata per monitorare e favorire l’incontro tra domanda ed offerta dei crediti incagliati (cedenti, imprese, intermediari finanziari) consentendo alle sue partecipate – non escluse dal “decreto stop cessioni” con capacità fiscale – di acquistare i crediti per compensazione”.
“Certo, 10 milioni di euro, rispetto al fabbisogno regionale che Enea stima i 5-6 miliardi di euro, rappresentano lo 0,2% del totale, ma rimangono comunque 10 milioni, un importo che avrebbe comunque consentito di liberare numerose famiglie e imprese, che oggi si trovano con 100/150mila euro di crediti incagliati” incalza Bargi, che parla di “occasione mancata”. “Si trattava infatti di una proposta concreta e di buon senso che altre Regioni italiane, come la Basilicata, avevano già introdotto” conclude Bargi.













