“Chi sosterrà economicamente la realizzazione del progetto dei due parchi eolici nei pressi di Ravenna e con quali risorse?”. I consiglieri regionali della Lega Andrea Liverani e Stefano Bargi (NELLA FOTO), anche candidato al Parlamento europeo, chiedono alla Giunta Bonaccini di fare chiarezza sull’investimento previsto per il progetto Agnes (dal nome della società di scopo creata appositamente) per la costruzione di un centro di produzione e stoccaggio di energia da fonti rinnovabili con tre anime: eolico e fotovoltaico in mare, idrogeno a terra, al largo di Ravenna. “L’obiettivo -ricordano Bargi e Liverani – è di installare nell’offshore ravennate due parchi eolici (denominati Romagna 1 e Romagna 2) a oltre 12 miglia dalla costa, per 600 MW complessivi, a cui si aggiungeranno 100 MW tramite un impianto solare galleggiante. L’investimento complessivo è di quasi due miliardi di euro ma al momento della presentazione della domanda per l’avvio della VIA la srl Agnes presentava un capitale sociale di poco più di 10.000 euro, ponendo seri dubbi – denunciano Bargi e Liverani – sulla capacità realizzativa del progetto”. Alla Agnes si sarebbe poi affiancata la società danese Ramboll, in attesa del Decreto europeo Fer 2 che prevede incentivi per la produzione di energie rinnovabili. Gli esponenti della Lega Bargi e Liverani rilanciano i dubbi dei comitati cittadini contrari al progetto secondo cui “l’impianto a terra nell’area portuale tra gli usi ammessi non prevede le stazioni elettriche di trasformazione né gli impianti di accumulo, come peraltro non sarebbe prevista la produzione e la distribuzione di idrogeno verde. Gli impianti previsti comporterebbero un considerevole aumento del Rischio di Incidente Rilevante in un’area già di per sé fortemente a rischio e perciò esclusa dallo strumento urbanistico vigente”. Ci sarebbero anche conseguenze per il settore ittico della zona , “i rappresentanti del comparto hanno inviato “osservazioni” al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica partendo dalla considerazione che – con oltre 2.300 imprese nella pesca e acquacoltura e con più di 3.000 occupati e addetti (a cui si aggiungono imprese ed occupati di un indotto molto importante) – il settore ittico rappresenta per l’Emilia-Romagna e in particolare per la Romagna, una componente importante”. Se, come riferito durante l’audizione in commissione regionale bilancio, “gli impianti produrrebbero per l’intera Emilia-Romagna un aumento del solo 1,6% sul consumo finale lordo di energie rinnovabili”, Bargi e Liverani chiedono alla Giunta Bonaccini di chiarire “i reali benefici della loro realizzazione e se non li ritenga troppo marginali rispetto all’impatto ambientale ed economico che rischiano di causare, in particolare rispetto ai danni alle attività di pesca”













