La Lega si prepara alle prossime elezioni regionali e scende in piazza #tralagente: sabato e domenica banchetti a Modena e in numerosi comuni della provincia, tra cui Sassuolo, Carpi, Pavullo, Mirandola e Castelfranco.

“I banchetti saranno l’occasione per presentare ai cittadini le nostre proposte per l’Emilia-Romagna, una regione amministrata da troppi anni da un unico partito, il Partito democratico, le cui politiche hanno portato le nostre città a subire un aumento intollerabile dell’immigrazione incontrollata, di pari passo con l’insicurezza sia economica che sociale. Tant’è che è proprio a causa della disgregazione del patto sociale, prodotta dalle politiche del Pd, che oggi gli emiliano-romagnoli si trovano in contrapposizione, gli uni contro gli altri, in una guerra fra poveri a somma zero” commenta il capogruppo della Lega in Regione, Stefano Bargi.
Ebbene, questo i cittadini lo hanno capito: “Il Pd – continua il numero uno in Regione del Carroccio – ha dimostrato tutta la sua incapacità nel non saper né difendere né rappresentare le istanze degli emiliano-romagnoli attraverso un esercizio dell’attività di governo avvertita dalla parte maggioritaria della popolazione come puro esercizio di potere e come conservazione dei privilegi, in cui le feroci lotte intestine, i personalismi, hanno avuto un peso. E questo solo fatto dovrebbe suggerire all’attuale governatore, Stefano Bonaccini, un deciso passo indietro. Prima della ricostruzione, infatti, è sempre opportuno rimuovere le macerie”.
“D’altro canto – conclude Bargi – i risultati emersi dalla tornata delle elezioni Europee ci impongono una seria riflessione, nonché ci illuminano la strada da percorrere: questa fiducia riposta in noi tutti deve ora essere onorata e deve darci la forza e il coraggio per invertire la tendenza autodistruttiva che ha imboccato la nostra regione. Solo uniti e compatti, convinti di potercela fare, potremo ridare una speranza a chi crede in noi e a chi in futuro si unirà alla nostra storica battaglia di giustizia sociale. Finché l’obiettivo non sarà raggiunto, non abbiamo il diritto di fermarci nemmeno un minuto”.













