La serata della verità si è ben presto dimostrata l’occasione per rispolverare slogan e frasi di circostanza: mai è emersa nelle parole del sindaco Pistoni la parola dimissioni, il PD compatto continua a governare la città come se nulla fosse accaduto.”Circolano notizie false sulla vicenda, evitiamo generalizzazioni: mi dispiace che questa indagine rischi di sminuire il lavoro intenso fin qui svolto per Sassuolo.Massima fiducia nell’operato della magistratura, dobbiamo alzare il livello d’attenzione e le barriere per difenderci dalle infiltrazioni della criminalità organizzata; non facciamo sconti a nessuno, chiunque abbia commesso reati nel nome di questa Amministrazione sarà perseguito: tutto questo a tutela della comunità e della città”. Questo quanto detto dal primo cittadino che formalmente ha agito nel migliore dei modi: via qualunque tipo di sospetto, esaltando il lavoro della sua squadra e ricordando che sono in corso accertamenti giudiziari . Un discorso più di promesse con tanti propositi e progetti futuri più che una vera prova del 9: nessuna difesa ma anzi la voglia di rilanciare. Claudia Severi (Forza Italia) riferisce”Sassuolo non merita questa situazione provvisoria in attesa della conclusione dell’inchiesta giudiziaria, non bisogna aspettare le condanne legali: bisogna reagire con sdegno nei confronti di questa condotta che sa di un imbarazzante pressapochismo -conclude – senza il lavoro della magistratura Megale sarebbe ancora qua a rappresentare il PD, siamo convinti ci siano gli elementi per richiedere lo scioglimento del Consiglio con coscienza e responsabilità: dobbiamo ricordare che molti voti provengono dalla criminalità e oggi sostengono di fatto questa realtà municipale”. Sulla stessa lunghezza d’onda, Luca Caselli (Sassolesi) “Situazione di una gravità inaudita, le spiegazioni fornite dal sindaco non tolgono e non aggiungono nulla di quello che già sapevamo di questa brutta , orribile vicenda -aggiunge- non voglio fare il moralizzatore, qui c’era un moralizzatore ma si è dimesso – puntualizza- Partiamo da una certezza, vale a dire le intercettazioni tra l’ex capogruppo PD e gli usurai,dal punto di vista giuridico Megale è innocente fino a prova contraria ma da un punto di vista politico rimane il fatto che siano girati pacchetti di voti procurati in maniera poco libera. La gente vuol sapere -chiarisce- se ci siano stati contatti tra politica e criminalità: la norma da me richiamata per fare intervenire il Prefetto parla anche di condizionamenti da parte dei criminali, quindi quantomeno il Prefetto dovrebbe fare un’indagine. Qui si va avanti e allora implicitamente prendete quei voti ottenuti in qualche modo -sottolinea- per espressa ammissione del sindaco c’è una criminalità organizzata e allora l’intervento del Prefetto è doveroso e l’art. 143 si applica in pieno. Caselli attacca Pistoni:”C’è una responsabilità politica ben precisa, è impossibile tenere per sé tante deleghe: questa città è al collasso, è stato stretto un patto col diavolo; è finita, si potrà andare avanti qualche settimana ma il futuro è segnato – rivolgendosi direttamente al primo cittadino- stacca la spina ed esci da questa questione da signore, dimettiti e libera Sassuolo perchè questo fatto ha spento la luce della coscienza, della morale e della fiducia nelle istituzioni.”. Matteo Mesini, nuovo capogruppo consiliare PD ribadisce l’impegno per la trasparenza:”Non dobbiamo ricevere lezioni di etica e dal centro-destra, massima fiducia nella magistratura: l’exCIMG1658CIMG1661capogruppo Megale è stato raggiunto da un semplice avviso di garanzia e non condannato, non c’è spazio per il sospetto e in questo senso la scelta delle dimissioni è ampiamente condivisa: il PD è altro e ricordo con piacere il momento di coscienza collettiva a difesa della legalità dello scorso dicembre, Operazione Legale”. Peccato al momento interessi l’Operazione Megale…