
Si profilano nuovi guai giudiziari per l’ex ciclista formiginese, Riccardo Riccò: lo stesso rischia di andare a processo per una vicenda relativa alla cessione di sostanze stupefacenti e dopanti. Una storia risalente al giugno 2014; indagini dei Nas di Parma e Sassuolo hanno fatto emergere un traffico di sostanze illecite all’interno del mondo dei pedali: va precisato che a Riccardo Riccò viene contestata la cessione di Epo o Cera oltre al farmaco “Contramal ma non la somministrazione di altre sostanze dopanti. Una brutta pagina relativa al mondo delle biciclette che nulla ha a che vedere con la squalifica per doping inflitta il 19 aprile 2012 al 33enne formiginese, sospeso fino al 2024; una vicenda che alimenta sospetti intorno al ciclismo, uno sport tanto affascinante quanto preda di persone che senza scrupoli danno vita a vere e proprie organizzazioni atte a manipolare prestazioni. Nel caso specifico parliamo di attività amatoriale, lontana dai riflettori e dalle gesta eroiche, la cosa più triste è che la cultura dello sport nel suo significato più autentico di valori e partecipazione subisce una sconfitta ancora più pesante: non parliamo della facilità di scalare cime epiche, qui la salita da affrontare è un misto di responsabilità sociale ed onestà…













