“Nessun centro d’accoglienza o casa per migranti, bensì spazi per prestare cure ed attenzioni ai più bisognosi: tutto questo rivolto a chi non può accedere alle prestazioni sanitarie di base, indipendentemente dalla nazionalità o dalla religione”. Don Jacek Rudziewicz, parroco dell’Unità Pastorale 45 della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla che comprende le parrocchie di Braida, Ancora e Madonna di Sotto, vuole fare chiarezza in merito agli ambulatori che troveranno sede nei locali parrocchiali della chiesa intitolata a S. Giovanni Apostolo ed Evangelista. Non confondiamo – precisa il sacerdote – gesti rivolti alla crescita sociale con situazioni legate al degrado o a presenze indesiderate: i residenti del quartiere possono stare tranquilli, capisco la diffidenza di chi abbia pagato a caro prezzo un’ immigrazione selvaggia ma ribadisco l’importanza di valutare bene la questione per non cadere in sterili e fuorvianti polemiche. Dietro al progetto “Centro Salute del Migrante e del Senza Dimora” partecipano alcuni soci del Lions Club Sassuolo, Porta Aperta, servizi sociali comunali di Sassuolo e Fiorano, associazioni del territorio, settori competenti dell’Asl modenese per apparecchiature mediche e altre realtà; a proposito, il religioso precisa:” Una sinergia di forze darà vita ad un servizio che comincerà nelle prossime settimane, la situazione è ben programmata e assolutamente sotto controllo”. Don Jacek, conclude:” Bisogna distinguere visite e controlli relativi alla salute da altre questioni: qui saranno fornite risposte agli ultimi, evitiamo di inasprire gli animi – sottolinea- Spesso la vita colpisce duro anche italiani ed europei, le porte sono aperte anche a loro “. Parole che vogliono gettare acqua sul fuoco e spegnere ogni diatriba: una dimora, sanitaria, per tutti; il resto allontana dalla verità e crea veleni