
“I Viaggi di Caravaggio” è il titolo del concerto, studiato ed elaborato dal soprano newyorkese Jessica Gould e più volte proposto, con grande successo, in Europa e negli Stati Uniti.
Un viaggio attraverso le musiche del periodo, giocato con il maestro Diego Catalupi, all’arciliuto, che renderà omaggio alla figura di Cavaraggio, giocando tra chiaroscuro musicale e dialogo tra musica ed arte.
Tutti i concerti sono gratuiti ed avranno inizio alle ore 20.45.
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Roma, 28 maggio 1606.
Tra le 19 e le 22 Michelangelo Merisi da Caravaggio, pittore e Accademico di S. Luca, dopo una lite durante una partita di ‘pallacorda’ (ossia di tennis), ferisce a morte Ranuccio Tommasoni.
In realtà la partita di pallacorda era solo un pretesto: Caravaggio aveva avuto una relazione con Lavinia Giugioli, moglie di Tommasoni, dalla quale avrebbe avuto anche una figlia. Ma non solo: Tommasoni avrebbe odiato Caravaggio anche per motivi ‘professionali’: sebbene provenisse da un’agiata famiglia, Tommasoni era stato ripetutamente fermato dalla polizia papalina in compagnia di prostitute e segnalato come il loro protettore, entrando in concorrenza con lo stesso Caravaggio, che durante il suo soggiorno romano avrebbe esercitato la stessa professione.
Lavinia non era l’unica amante di Caravaggio: Maddalena Antognetti, in arte ‘Lena’, descritta in alcune cronache come ‘donna di Michelangelo’ sarà una delle modelle di alcuni tra i suoi dipinti più famosi. Lena, giovanissima, era stata amante prima del cardinale Montalto, poi di monsignor Melchiorre Crescenzi e del cardinal Peretti, nipote di Sisto V; Faceva parte di un gruppo di prostitute d’alto bordo con Fillide Melandroni, Menica Calvi e Tella Brunori.
Fare di Lena la “Maddalena in estasi” era una mossa rischiosa: la giovane, infatti, era un volto conosciutissimo in città. Il concilio di Trento aveva specificamente bandito «tutte le lascivie di una sfacciata bellezza nelle figure» e un volto noto, soprattutto quello di una prostituta, costituiva un pericolo, specie quando si avevano molti nemici.
Appena finito il duello, conclusosi con la morte di Tommasoni, si fece subito un gran parlare di dove si fosse rifugiato un pittore così famoso, per di più ferito; forse si era rifugiato dal Cardinale Dal Monte (pronto ad organizzargli una fuga da Roma), oppure era andato a Palazzo Giustiniani, oppure ancora a Palazzo Colonna, finendo i suoi anni romani dove lì aveva incominciati.
E proprio tra le mura di questi palazzi incontrerà alcuni tra i più grandi virtuosi del suo tempo: Domenico Mazzocchi, che fu al servizio del cardinale Ippolito Aldobrandini, della famiglia Borghese, del cardinale Odoardo Farnese e del cardinale Maffeo Barberini, poi eletto al soglio pontificio col nome di Urbano VIII.
L’intensità, l’immobile profondità e il distacco emotivo de La Maddalena ricorre alle lagrime non può che essere stata suggestionata dalla “Maddalena in estasi” (modella: Maddalena Antognetti, in arte ‘Lena).
Così come è difficile non pensare ad una suggestione visiva presente in alcuni compositori, romani e non, dell’inizio del XVII secolo: “L’Incoro- nazione di Spine di Caravaggio, conservata presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna e la cantata Queste dolenti spine di Benedetto Ferrari, modenese, ma che lavorò a Roma tra il 1617 e il 1618; o la “Deposizione di Cristo”, visibile nei Musei Vaticani, e lo Stabat Mater di Giovanni Felice Sances, nato a Roma nel 1600.
O ancora la “Natività con i santi Lorenzo e Francesco” (modella: la prostituta Fillide Melandroni), conservata nell’Oratorio di San Lorenzo a Palermo, e la Canzonetta spirituale sopra la Nanna di Tarquinio Merula, cremonese; l’‘Annunciazione’ conservata a Nancy e il mottetto Ave Regina Cælorum di Giovanni Antonio Rigatti; il “Riposo durante la fuga in Egitto” (modella: la prostituta Anna Bianchini, in arte ‘Annuccia’) conservato presso la Galleria Doria Pamphilj di Roma, e la Ninna Nanna di Girolamo Kapsberger (1580 – 1671), compositore e liutista nato a Venezia, ma attivo a Roma alla corte di Urbano VIII.
Grande virtuoso dello strumento e probabilmente insegnante di Girolamo Frescobaldi, Kapsberger rappresenta uno spartiacque tra la musica e la tecnica liutistica del Rinascimento e il nuovo stylus phantasticus del Barocco, e più di ogni altro incarna nella musica quello spirito di innovazione e di meraviglia che Caravaggio rappresenta per la pittura.
Jessica Gould
Il soprano americano Jessica Gould viene notata per “l’intensità teatrale che rende onore ai testi” (New York Times, per “una gamma ampia, un impianto di coloratura e un suono potente” (Seen and Heard International), “gli ornamenti e i passaggi sorprendenti, eseguiti alla perfezione” (Lute News, UK), “i suoni cristallini” e per aver “raggiunto il cuore di un rapito pubblico inglese” (Traditional Music Maker, UK).
Negli Stati Uniti ha cantato come solista con la Società di Musica di Clarion, Ensemble Quattro Nazioni, Sinfonia New York e con il quartetto Cassatt, solo per citare alcuni dei numerosi gruppi di musica antica e moderna con i quali ha collaborato.
Jessica Gould si è esibita in alcuni dei locali più prestigiosi del settore, come il Works and Process Series del Museo Guggenheim di New York, le orchestre della Società di Clarion e del New York City Ballet, e New York Historical Society, e Virginia Arts Festival, il Festival di Musica Antica di Berkeley e Boston, la biblioteca Beinecke dell’Università di Yale.
In Italia, ha avuto modo di cantare come solista nel corso del Festival Martedì in Arte di Palazzo Davanzati, il Museo d’Arte Sacra e alla biblioteca del Museo di San Marco con Musica Ricercata, alla Cappella di San Luca della Santissima Annunziata e all’Accademia Bartolomeo Cristofori, a Firenze.
E’ possibile ascoltarla nel CD di Musica Moderna col gruppo Paul Dresher, dell’etichetta New World Records, nel CD inciso con il liutista Diego Cantalupi e la flautista Corina Marti in un programma imminente di cantate napoletane, così come è possibile sentire la sua voce in numerose trasmissioni radiofoniche americane.
Ricopre inoltre la posizione di Direttrice Artistica e Fondatrice della rassegna concertistica Salon/Sanctuary Concerts di New York, presso la quale ha dato vita a numerosi ed originali progetti, concentrandosi sul repertorio dal XII al XVIII secolo e svolgendo anche compiti di elaborazione testi scrittrice e ricerca. I programmi della suddetta organizzazione vengono inoltre rappresentati da numerose realtà italiane come L’Associazione per Boboli e la Sinagoga di Firenze, il Teatro all”Antica di Sabbioneta, e la Serenissima Festival di Carnegie Hall di New York.
Diego Cantalupi
Considerato uno dei liutisti di riferimento del panorama concertistico italiano, Diego Cantalupi è attivo come musicista e musicologo, con interessi nell’ambito della storia, della letteratura e delle arti visive. Nato a Milano, ha studiato chitarra con Mauro Storti, diplomandosi al Conservatorio ‘A. Boito’ di Parma, e Musicologia presso la Scuola di Paleografia e Filologia Musicale di Cremona – Università di Pavia, laureandosi con lode. L’interesse verso la musica rinascimentale, barocca e pre romantica l’hanno portato ad approfondire la prassi musicale antica, seguendo i corsi di liuto presso la Civica Scuola di Musica di Milano (Paul Beier) e il Conservatorio di Parma (Andrea Damiani).
Dal 1995 collabora con diversi ensemble tra i quali L’Arte dell’Arco, La Venexiana, Capella Savaria, Accademia Bizantina, Risonanze, Capriccio Basel, Orchestra Barocca di Bologna, Anton Webern Chor, Camerata Vocale Freiburg, Kammeakademie Potsdam. Ha approfondito con le sue ricerche la storia della tiorba, producendo nel 2001 una tesi pubblicata da Cremonamusica. Ha scritto inoltre numerosi contributi inerenti il liuto, per riviste specializzate.
Il repertorio di Diego Cantalupi spazia dal XVI al XXI secolo, sul liuto e sulle chitarre storiche. Ha registrato oltre 100 cd, alcuni dei quali per liuto solo o con importanti ruoli solistici. Fondatore e direttore artistico dell’Ensemble “L’Aura Soave – Cremona”, il suo lavoro si concentra su opere inedite italiane, dal Rinascimento al XIX secolo.
Grazie ad un’esperienza didattica di molti anni, è titolare della classe di liuto del Conservatorio di Bari ed è invitato in numerose masterclass e corsi di perfezionamento estivi. Viene spesso chiamato come docente specializzato in università e conservatori e sta attualmente preparando il primo metodo moderno per tiorba













