
***INFO: Sergio Giovanardi 333/7562918
Amedeo Barbolini 333/2682821 ***
Trattasi di facile escursione, all’interno del Sito di Interesse Comunitario
(SIC ) localizzato sulle colline orientali reggiane, totalmente in comune di
Castellarano e si estende in corrispondenza del bacino del Rio Rocca
confluente nel Fiume Secchia pochi chilometri più a valle. La fascia orientale
del Sito è caratterizzata da anfiteatri calanchivi e argille plioceniche,
degradanti da sovrastanti arenarie mioceniche e oligoceniche, che
occupano il settore occidentale. L’ aspetto più interessante della zona è
certamente quello dei fossili di fauna marina che vi si possono reperire.
La prima parte dell’ escursione si svolgerà interamente su sentieri sprovvisti
di segnavia quindi da percorrere con adeguata attenzione alle
indicazioni dei capi gita.
Lasciate le auto in prossimità del Monte Bragolone, ( m. 392 )per ripida
discesa su carrareccia, in breve ci inoltreremo all’interno della Valle di
Campovecchio , un ambiente apparentemente selvaggio alla cui base
scorre l’omonimo Rio Campovecchio (m 220 ) che seguiremo per circa
trecento metri per ritrovarci in un anfiteatro al cui interno, il Rio si estende
a creare una zona acquitrinosa che potremo agevolmente attraversare
grazie alla presenza di di alcune rudimentali passerelle. Qui un marcato
sentiero a sx ci consentirà di raggiungere un ulteriore anfiteatro che
ospita l’ingresso della cosiddetta Tana dell’ Uomo Selvatico ovvero una
strettissima gola costituita da alte pareti di arenaria e profonda qualche
decina di metri che, alcune credenze popolari, volevano ospitasse un
essere umano di remote ere. Terminata la visita alla Tana, riprenderemo
il cammino seguendo un sentiero in costa in alcuni punti esposto, per
raggiungere e superare un punto panoramico, e ridiscendere al Rio
Campovecchio che seguiremo di nuovo fino ad incrociare la carrareccia
che ci permetterà di raggiungere la strada asfaltata che percorre tutta la
valle di Rio Rocca m( 189 ), sul cui lato opposto, andremo ad imboccare
il sentiero che in meno di un’ ora ci permetterà di inoltrarci e rsalire l’
Area dei Fossili, percorso non sempre agevole, dalle cui pareti nell’
autunno del 1997 venne alla luce il fossile della “Balena Valentina” (m
332). Dopo breve riposo, ripercorreremo a ritroso lo stesso itinerario per
raggiungere di nuovo la strada asfaltata, dove in direzione sx andremo
a percorrere il sentiero con segnavia 602L fino ad incrociare il segnavia
602D dx che attraverso la località Valfosca, ci consentirà di tornare al
nostro punto di partenza.
Al termine dell’ escursione sarà possibile per chi lo desidera, un conviviale
spuntino a base di prodotti strettamente locali, presso un agriturismo
Parete della zona dei fossili Argille e arenarie della zona a prezzo convenzionato.
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