“Dispiace perché preparare le partite con grande impegno e nel migliore dei modi non ha molto senso guardando ai tanti episodi odierni sfavorevoli”. E’ un mister Di Francesco arrabbiato per quanto accaduto, alcuni errori arbitrali hanno compromesso il risultato: su questo il tecnico neroverde precisa:”Alla vigilia di questa gara avevo cercato di stemperare i toni polemici per la sfida dell’andata nella quale ci era stato tolto qualcosina, in questa occasione ci è stato tolto molto di più; devo fare i complimenti ai miei ragazzi perché nonostante il grande nervosismo la squadra ha messo spesso alle corde il Milan, peccato non aver sfruttato la mole di gioco prodotto: dovevamo essere più cinici nelle sfruttare certe palle-gol, ci è mancata lucidità. Non mi è piaciuta la gestione della partita, tanti episodi che fanno discutere – aggiunge – atteggiamento sbagliato, non c’è stata comunicazione tra direzione arbitrale e atleti: si parla tanto di interagire, ma oggi ho visto errori di un certo peso – puntualizza – non è una questione di malafede o scarso spessore politico della mia società , penso ci sia poca capacità nell’amministrare certe situazioni”. L’allenatore pescarese, prosegue:”In questa stagione sono accadute tante cose sfortunate, al gruppo non posso imputare alcuna mancanza parlando di impegno e abnegazione – poi, chiarisce – dobbiamo crescere, io guardo alla prestazione cercando di andare oltre al risultato: è un discorso più complesso che implica anche la programmazione e l’organizzazione, prendete l’Atalanta – riferisce – sta facendo grandi cose, ma tutto parte da lontano e da una cura particolare per il settore giovanile. Io penso esclusivamente alla mia squadra -continua- non guardo certo agli arbitri: questo fa parte della mia filosofia e del mio modo di intendere il calcio, questo è un pensiero che voglio trasmettere ma oggi faccio fatica a non parlare di quanto avvenuto: direi eclatante per gli errori, tanti e a senso unico”. Su Berardi, Difra dice:”E’ un ragazzo splendido da un punto di vista comportamentale e morale, probabilmente ha fallito il penalty perché innervosito dal rigore sacrosanto non concesso per il fallo subito e punito con un giallo per simulazione -conclude, con una vena piccante – un arbitro deve evitare manie di protagonismo e accompagnare il corso di una gara”.













