Difra, ricordo dolcissimo di uno di noi…

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Quella di domenica non può essere una gara come tutte le altre: sfida insignificante ai fini della classifica, ma il Sassuolo affronta il condottiero del suo passato e colui che all’ombra del Campanone ha fatto la Storia sportivamente parlando. Eusebio Di Francesco è il tecnico della conquista della serie A, della storica salvezza neroverde al debutto nel massimo torneo e col tecnico abruzzese la società del patron Squinzi ha conosciuto palcoscenici continentali. La favola di Difra comincia con la promozione in serie A, negli anni successivi migliora ulteriormente il livello del suo gioco: una crescita esponenziale del collettivo neroverde, espressione di un calcio divertente e funzionale. Inutile dire lo speciale legame esistente tra l’allenatore giallorosso e la città di Sassuolo, un rapporto bello che va al di là delle note sportive: per avere una primordiale idea di ciò basti pensare a come durante la parentesi Malesani il pubblico si sia schierato sempre e comunque dalla parte di Difra. La fantastica salvezza e la scalata verso l’Europa hanno rinsaldato questa magnifica simbiosi, poi è avvenuto il passaggio alla Roma quasi come un’evoluzione naturale… Questioni relative alle ambizioni e alla crescita professionale, ma non parliamo di tradimento: uno di casa si ama indipendentemente dalle scelte e le Canalette non sono il Colosseo… In tutto questo c’è qualcosa che potrebbe dare qualche nota magica alla gara di domenica sera al Mapei: sono riconoscenza e gratitudine ad una persona speciale che ha disegnato in maniera intensa e vivace pagine storiche per la nostra città. Il Mapei non sarà mai l’Olimpico ma sapere che nessuno ha dimenticato le emozioni che ci hai regalato, caro Eusebio, ti scalderà il cuore e per noi uno di famiglia vince sempre. Bentornato a casa, ora e sempre come dopo il ritorno seguente il tuo esonero: vedere le tue capacità affermarsi in un’altra realtà non può che renderci orgogliosi di te. Grazie per aver dato spessore e dimensione a questi colori, una consapevolezza vestita della tua sagacia e del tuo entusiasmo: 209 panchine ufficiali neroverdi per un sentimento regale ed eterno anche se Sassuolo non è Roma

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