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Le istituzioni non perdono un secondo a chiedere conto, quando il debitore è il cittadino. Tuttavia, i tempi si dilatano e le informazioni si fanno più sfumate quando a chiedere un risarcimento è un paziente del Servizio sanitario. E’ quanto accaduto a L. P., che il 9 dicembre del 2013 ha compiuto 65 anni, diventando di fatto esente dai ticket a cui era soggetto fino a poche settimane prima. «Per tutto il 2014 – dice il consigliere della Lega Nord regionale, Daniele Marchetti – il cittadino in questione ha continuato a fare visite, senza che nessuno gli avesse detto della possibilità dell’esenzione. Pur appartenendo alla fascia 1.» Il cittadino ha scritto alle autorità compenti, ed alle sue domande ha risposto il dottor Brambilla, con una lettera che non aveva nulla a che fare con gli interrogativi posti: «Il cittadino in questione – dice il consigliere Ln – chiedeva il rimborso di importi non dovuti, non istruzioni per ottenere l’esenzione. Viene da chiedere se le autorità sanitarie leggano davvero e con attenzione le lettere che arrivano dai cittadini. Penso sia doveroso farlo per una forma di rispetto verso coloro che, mediante il pagamento delle imposte, continuano a mantenere in piedi questo malconcio sistema che si regge sulla reciproca solidarietà. Ma dove un diritto è un diritto, senza tanti passaggi.» Insomma, se per caso si fosse operato al contrario, concedendo un beneficio non dovuto, immediatamente sarebbe scattata l’infrazione, mentre la frammentarietà del sistema si palesa in questo caso, dovendo rimborsare un paziente per ticket non dovuti. «Chiediamo alla Regione di fare luce al più presto, non solo sul singolo caso, ma anche su episodi simili che possono essere capitati nel distretto della persona in questione: il Distretto Bologna Sud, dove si trova la zona di Casalecchio di Reno e Valsamoggia. Ci chiediamo per quale motivo non intervengano meccanismi virtuosi ed automatici, per fare fronte a queste situazioni.»

Gruppo Lega Nord Emilia-Romagna