“Basta con le politiche assistenzialiste: urgono misure a sostegno dell’economia reale, degli imprenditori e degli artigiani “che fanno e che producono”, ed un consistente taglio delle tasse per rilanciare il sistema economico, dopo il drammatico e dannoso lockdown. Altrimenti il declino, non solo economico, ma anche e soprattutto sociale e demografico sarà inarrestabile: già ora è evidente il nesso di causalità fra crisi economica e culle vuote”.

Così il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi, sul calo delle nascite in Emilia-Romagna.

“Il bilancio demografico della popolazione residente in Emilia-Romagna nel 2019 evidenzia l’ennesima contrazione delle nascite: i 30.926 nati registrati in anagrafe nel corso del 2019 sono 1.474 in meno rispetto ai 32.400 del 2018. Un dato che, se contestualizzato col dato relativo al tasso di crescita migratorio in Emilia-Romagna nel 2019, che si è attestato all’8 per mille, il valore più elevato tra le regioni italiane, rende l’idea di come la crisi economica stia influenzando le dinamiche sociali in atto, oltre che a prospettarci già il futuro che ci aspetterà” aggiunge Bargi.

L’analisi differenziata per cittadinanza indica che in Emilia-Romagna l’aumento della popolazione complessiva avviene per compensazione tra l’aumento dei cittadini stranieri e la diminuzione dei cittadini italiani, anche in presenza di circa 12 mila acquisizioni di cittadinanza italiana da parte di stranieri residenti in Emilia-Romagna.

“Pertanto sono urgenti misure per sostenere le donne e le famiglie che intraprendono un percorso di genitorialità, serve sostenere la famiglia naturale, formata da uomo e donna, servono più asili, che devono essere resi gratuiti, servono misure che permettano una più agevole conciliazione tra gli orari di vita e di lavoro per le madri lavoratrici. Aspettiamo ancora politiche per la famiglia serie, e non misure spot” chiosa Bargi.